A very important day for The Auramala Project at Sant’Alberto di Butrio

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Abbey of Sant’Alberto di Butrio, January 18th 2015, the Sunday following Saint Anthony’s Day

After perhaps one hundred years of service, the old sign commemorating the Italian tomb of King Edward was replaced by a new information plate recording the journey of Edward II to Italy, and acknowledging his ‘other tomb’ in Gloucester Cathedral, England. Including details from recent research by Ian Mortimer and the Auramala Project, the new plate updates information on the tomb and the story of King Edward II to the present state of knowledge, provides a map of the ex-King’s odyssey across Europe, and is in both English and Italian, so foreigners arriving for the first time in this breathtaking sacred place can understand what they are seeing.

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To celebrate the event, Piera Selvatico, renowned local chef, cooked the traditional chestnut and milk soup of Saint Anthony’s day, a recipe that Edward II most likely ate on that day in his own time. It was made with the milk of local Varzi cows, a breed that descends from the ‘blond cows’ introduced by the ancient Longobards to the territory of Lombardy, around their capital city, Pavia. The milk, supplied by Lino Verardo, a local farmer, arrived in the morning still warm from the cows’ udders. The soup, made with chestnuts from the Staffora Valley, was served in dishes made of hard bread, just as in medieval times. It was absolutely delicious – and then we ate the dishes, too! Montelio winery provided the exceptional mulled wine, following a medieval Lombard recipe (which includes diced dates, to round off the meal.

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Elena Corbellini, Auramala Project researcher, read aloud extracts from the records of the Abbey demonstrating how chestnuts were the most important produce of Sant’Alberto di Butrio in medieval times. Claudia Zanocchi Soligno read aloud a dialect poem from her book Fili d’Erba, about the ‘symphony’ of animal calls that greet farmers when they open the barn door every morning – an appropriate choice, as the Mass of Saint Anthony is when farmers bring their animals to be blessed, and indeed many animals joined us in the cloister of the abbey, including pastor Don Vincenzo’s lovely hound, Sally. Finally, a local community choir ‘Le Voci di Fego’, directed by Carlo Scotti, sang ancient folk songs from the area, the closest we can come today to the melodies that echoed about the mountains when Edward II was a hermit here.
When the new information plate was unveiled, Voci di Fego (and myself) gustily sang out ‘God Save the King’, and one chorister was heard to remark ‘This is where, God did save the King!’

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Abbazia di Sant’Alberto di Butrio, 18 Gennaio, 2015, all’indomani del giorno di Sant’Antonio.

Dopo circa cent’anni di servizio, la vecchia targa celebrativa sulla tomba italiana di Re Edoardo II d’Inghilterra è stata sostituita. La nuova targa racconta il viaggio di Edoardo II alla volta dell’Italia, e fa cenno alla sua “altra tomba”, quella nella Cattedrale di Gloucester, in Inghilterra. Comprende dettagli rivelati dalle recenti ricerche di Ian Mortimer e The Auramala Project, aggiornando la storia di Edoardo II allo stato attuale di conoscenza. Tutte le informazioni su questa nuova targa sono in italiano e in inglese: qualunque sia la loro provenienza, pellegrini e visitatori che arrivano per la prima volta sulla terrazza panoramica dell’Abbazia possono così conoscere la storia del Re.

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Per celebrare l’evento Piera Selvatico, rinomata chef dell’omonimo ristorante di Rivanazzano Terme, ha preparato la zuppa di castagne cotte nel latte, come vuole la tradizione legata al culto di Sant’Antonio – una ricetta che, con ogni probabilità, Edoardo II stesso assaporò durante la sua permanenza in Oltrepò. Il latte proveniva da vacche varzesi locali, una razza che discende dalle ‘vacche bionde’ portate dai Longobardi nelle terre lombarde attorno alla loro antica capitale, Pavia, ed è stato offerto da Lino Verardo dell’omonima azienda agricola della Valle Staffora. La zuppa, fatta con castagne della valle, è stata servita in rustiche cialde di pane biscottato, proprio come avveniva nel medioevo. Gli amici della Cantina Montelio hanno scaldato l’atmosfera con un eccezionale vin brulé preparato seguendo una ricetta medievale comprendente, tra altri ingredienti, spezie e datteri tritati.

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Elena Corbellini, ricercatrice di The Auramala Project, ha letto estratti dei registri dell’Abbazia che dimostrano come le castagne rappresentavano una delle maggiori ricchezze dell’eremo nel medioevo. Claudia Zanocchi Soligno ha poi recitato una poesia in dialetto locale tratta dal suo libro “Fili d’Erba”, che racconta la ‘sinfonia’ dei versi degli animali e dell’armonia degli elementi naturali. Una scelta appropriata, dato che alla Messa di Sant’Antonio si usa portare gli animali per la benedizione. A chiusura dell’evento, il coro locale “Le Voci di Fego” diretto da Carlo Scotti ha cantato antiche melodie della valle – le armonie più vicine a quelle udite da Edoardo II che possiamo conoscere.
Le Voci di Fego hanno infine accompagnato il momento dell’inaugurazione della targa sulle note di “God Save the King” – pare che qualcuno abbia commentato “Ecco, proprio qui Dio salvò il Re!”

Un grazie va al Sindaco e a tutta l’Amministrazione Comunale di Ponte Nizza.

Grazie inoltre a tutti i presenti, ai coraggiosi che hanno affrontato il gelido pomeriggio invernale per condividere con noi questo momento così importante.

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