SANT’ANTONIO – TRADIZIONE, STORIA, ARTE E MUSICA

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SABATO 19 E DOMENICA 20 GENNAIO 2019

EREMO DI SANT’ALBERTO DI BUTRIO (PONTE NIZZA, PV)

Una tradizione che attraverso i secoli giunge viva fino a noi. Sabato 19 e domenica 20 gennaio, pochi giorni dopo la ricorrenza di Sant’Antonio, all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio (Pavia) si celebra il protettore degli animali e delle arti contadine con un ricco calendario di appuntamenti.

La manifestazione, coordinata dall’Associazione Culturale Il Mondo di TELS di Pavia, è giunta ormai alla quarta edizione e quest’anno raddoppia, proponendo attività nell’arco di due giornate.

Il programma prevede:

SABATO 19 GENNAIO

ore 15:00 ritrovo presso la strada del Campo Sportivo di San Ponzo (Ponte Nizza) e passeggiata lenta dedicata all’osservazione dell’ambiente ed alle prime avvisaglie del risveglio della natura – a cura di Volo di Rondine (costo 5 euro a persona) – PRENOTAZIONE RICHIESTA: ilmondoditels@gmail.com

ore 17:30 falò con musica tradizionale oltrepadana per mantenere il simbolo rituale del fuoco.

Al termine per chi lo desiderasse Aperitivo Oltrepò a base di specialità locali (costo aperitivo: 5 euro a persona)

DOMENICA 20 GENNAIO

ore 10:00 ritrovo presso il piazzale dell’Eremo e passeggiata naturalistica a tema seguita da visita guidata alla cappella di Sant’Antonio Abate all’interno dell’eremo – a cura di Calyx (costo 5 euro a persona) PRENOTAZIONE RICHIESTA: ilmondoditels@gmail.com

alle 11.30 si illustreranno gli affreschi dell’eremo e la misteriosa tomba del re mentre alle 13.00 presso la tomba del re i membri di The Auramala Project annunceranno lo stato di avanzamento della ricerca genetica e genealogica che punta a dimostrare la validità delle ipotesi sulla morte e prima sepoltura in Oltrepò di Edoardo II, re d’Inghilterra

dalle ore 12:00 presso l’eremo, zuppa di castagne e latte della tradizione, preparata dalla chef Piera Spalla del Ristorante Selvatico, accompagnata dal vin brulé dell’Azienda Agricola Montelio (degustazione gratuita); possibilità di acquisto di altri prodotti del territorio con un mercatino di produttori locali

ore 14:30 nel Salone dell’Eremo

Il restauro degli affreschi di Sant’Alberto per l’arte, la storia e la tradizione. Una vicenda travagliata, un futuro possibile?”

Incontro di Elena Corbellini con esperti del settore e storici locali.

Interverranno:

Donatella Gabba (“Gabbantichità” Tortona)

Cristiana Cattaneo (Osservatorio Astronomico Ca’ del Monte)

Elisa Pianetta (Associazione Spino Fiorito)

ore 16:00 sul piazzale benedizione degli animali (gli amici a quattro zampe sono i benvenuti)

ore 16:30 messa solenne, nel 55mo anniversario della morte di frate Ave Maria

NON OCCORRE PRENOTAZIONE AD ECCEZIONE DELLE ATTIVITÀ DI CAMMINATA (i percorsi sono semplici senza difficoltà, ma si richiede uso di scarpe da trekking o con suola non liscia).

IN CASO DI MALTEMPO L’EVENTO NON SARÀ ANNULLATO MA POTRÀ SUBIRE LEGGERE MODIFICHE

Per info

Il Mondo di TELS: 3451228130 – ilmondoditels@gmail.com

Si ringraziano:

Don Agostino e i monaci dell’Eremo di Sant’Alberto di Butrio, Elena Corbellini, Piera Selvatico e Albergo Ristorante Selvatico, Caterina e Giovanna Brazzola e l’Azienda Agricola Montelio, Caseificio Cavanna, Salumeria Ceci, Calyx, Volo di Rondine, Azienda Agricola Oranami, Azienda Agricola Lino Verardo, Azienda Agricola Fabio Birilli, Azienda Agricola Valle Nizza di Aldo Agosti, Comuni di Ponte Nizza e Val di Nizza, Associazione Amici di Poggio Ferrato, Associazione Spino Fiorito, Associazione Varzi Viva, Alchemia Verde, Osservatorio Astronomico Ca’ del Monte, IOLAS, Park Hotel Salice Terme, Castello di Varzi, Gabbantichità Tortona, Associazione Culturale Il Mondo di TELS

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On the subject of the tombs – Part #2

The second tomb, obviously, is the tomb attributed to Edward II in local folk-lore, which is located in the Abbey of Sant’Alberto, near Oramala Castle in the Staffora Valley.
This tomb was opened in 1900 and a piece of cranium was discovered, which has since been lost.
Nobody is really sure when or why it was first associated with Edward II. The Fieschi Letter makes no mention at all of the Abbey of Sant’Alberto: the only location in the Staffora Valley that it mentions is Cecima, a town roughly 5 kilometres away.

And yet, in the early 1900s several Italian scholars associated Sant’Alberto with Edward II’s years of hermitage and his death. Why should they have done so?
One explanation could be the existence of a local oral tradition about a King having lived there. A local historian recorded a conversation with an 88-year-old man from the Staffora Valley in the year 1958. The old man said that his grandfather told him the story of an English King in the Abbey well before 1900.
It has been suggested (see Seymour Phillips) that this ‘local oral tradition’ arose after the discovery of the Fieschi Letter, and was inspired by the its contents. However, if this was the case, would the oral tradition not have referred to Cecima rather than Sant’Alberto, given that the Fieschi Letter mentions the former and not the latter?

The question is really: why was Sant’Alberto ever associated with the story of Edward II, if an oral tradition speaking of an English King taking refuge there did not exist before the discovery of the Fieschi Letter? Why would the tomb at Sant’Alberto ever have been opened, if it was not suspected to be the tomb of an important individual?

A photo of the ‘tomb of Edward II’ at the Abbey of Sant’Alberto, and a panoramic shot of the Abbey. In the shot of the tomb, the plaque describing it as the tomb of Edward II was placed there by the monks in recent history (sometime over the last thirty years).

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La seconda tomba, ovviamente, è quella che la tradizione locale attribuisce a Edoardo II e che si trova nell’Abbazia di Sant’Alberto, vicino al Castello di Oramala nella Valle Staffora. Nella tomba, aperta nel 1900 è stato ritrovato un frammento di cranio che però poi è andato perso. Nessuno è sicuro quando o perché è stato associato a Edoardo II. La lettera Fieschi non fa nessun riferimento all’Abbazia di Sant’Alberto: l’unico posto della Valle Staffora a cui fa riferimento è Cecima, una città all’incirca 5 chilometri di distanza. Nonostante ciò, agli inizi del 1900 vari studiosi italiani hanno associato Sant’Alberto all’eremitaggio e alla morte di Edoardo II. Perché l’avrebbero fatto? Un spiegazione potrebbe essere l’esistenza di una locale tradizione orale che parla di un Re vissuto lì. Nell’anno 1958, uno storico locale ha registrato una conversazione con un anziano di 88 anni della Valle Staffora. L’anziano racconta che ben prima di 1900, suo padre gli raccontava la storia di un re inglese nell’abbazia. E’ stato suggerito (vedi Seymour Philips) che questa “locale tradizione orale” è nata dopo la scoperta della lettera Fieschi e fu ispirata dal suo contenuto. E se così fosse, la tradizione orale non avrebbe dovuto far riferimento a Cecima piuttosto che a Sant’Alberto, dato che la lettera Fieschi parla della prima e non della seconda? In realtà la domanda è: perché Sant’Alberto è stata associata a Edoardo II, se prima della scoperta della lettera Fieschi non esisteva nessuna tradizione orale su un re inglese rifugiatosi lì? Perché sarebbe stata aperta la tomba di Sant’Alberto se non si sospettava che appartenesse ad una persona importante?