Il cibo del re – Guest Post di Kathryn Warner

E’ da molto che speravo di poter “ospitare” un post di Kathryn Warner qui sul sito dell’Auramala Project. Kathryn è una vera ispirazione e punto di riferimento per chiunque sia incuriosito dalla figura di Edoardo II e da quel periodo storico- non parliamo poi di qualcuno che, come me, ha trascorso gli ultimi anni concentrandosi su questo sovrano per gran parte del suo tempo libero. Cari lettori, avrete ormai capito che ai membri dell’ Auramala Project piace mettere qualcosa di gustoso in tavola quando si apprestano a iniziare una delle loro investigazioni storiche e anche qualcosa di rosso e scintillante nei loro calici. Ecco perché ho chiesto a Kathryn se volesse rivelarci qualcosa in più circa i gusti di Re Edoardo II in fatto di cibo e bevande, magari illustrandoci qualche ricetta.

In un batter d’occhio lei ha scritto questo bel post. Tra un’abbuffata invernale e l’altra ora possiamo immaginare cosa gustasse Edoardo II durante le feste. Grazie Kathryn per questo post pieno di festoso spirito natalizio!

Oggi scopriremo insieme quale dieta seguiva Re Edoardo II di Inghilterra (regnò dal 1307 al 1327) , che cosa usava bere e cosa si conosce delle sue abitudini alimentari e cerimonie a corte.

Il re era un gran goloso di pesce e molluschi. Nel 1326, ringraziò uno dei suoi fornitori di corte per avergli portato granchi e gamberetti e gli disse che nulla era stato così tanto di suo gusto negli ultimi tempi. Nel 1325, quando era vicino ai porti di Dover e Sandwich nel Kent, gli fu portata una grande quantità di pesci: granchi, orate, spigole, merlani, merluzzetti, sogliole, triglie e molti altri.

Sembra che anche le anguille fossero di suo gusto e che venissero spesso acquistate per la casa reale. Edoardo trascorse il Natale del 1322 a York e durante il banchetto, tra le tante portate, mangiò focena, storione, cigno, pavone, airone, piccione, cervo e maiale selvatico.

Secondo un’ordinanza del 1318 della corte di Edoardo II – la seconda più antica d’Inghilterra- il re deve avere tre scudieri che lo servano a tavola: il primo che controlli e assaggi il cibo, il secondo che “affetti in presenza del re” e il terzo che lo serva dal suo calice. La stessa ordinanza enuncia che al re, alla regina e a qualsiasi nobile ospite a corte spettano quattro portate e al personale di servizio tre, tranne ai “ragazzi” (garsons), a cui ne toccano solo due. Al tempo della Grande Carestia del 1315, Edoardo aveva emanato una proclamazione “per limitare il numero di portate sulle tavole dei lord” a causa delle “eccessive e abbondanti porzioni” che erano soliti consumare. Evidentemente un complesso cerimoniale ruotava attorno al pasto del re: i suoi chamber accounts (la contabilità interna della corte) registrano pagamenti tra i 20 e i 100 scellini a vari membri del personale di corte “per ciò che avevano fatto nella sala dei banchetti mentre il re mangiava”. La precisa natura di tali cerimonie, tuttavia, non è resa esplicita.

Tutti i membri della corte avevano diritto (in base all’Ordinanza del 1318 e, presumibilmente, alla tradizione) a un gallone di birra chiara al giorno, essendo questa la bevanda abituale per chiunque, al pari dell’acqua, del succo o della Coca Cola al giorno d’oggi. Un gallone di birra nell’Inghilterra del 1325 costava un penny o, talvolta, un penny e mezzo. Troviamo nei documenti reali anche alcuni richiami al mosto, vino non fermentato. Sicuramente Edoardo II gradiva anche il vino della Guascogna, la regione sud-est della Francia che aveva ereditato dal padre e, in origine, dalla sua bis bis nonna Eleonora d’Aquitania. Oltre alla birra, i servitori di corte potevano avere una “messe de gros”, letteralmente un “grande piatto”, ovvero una porzione di qualsiasi carne fosse stata preparata quel giorno. Servitori del rango equivalente a quello di un valletto o superiore avevano diritto a una portata di carne arrosto, mentre quelli di gerarchia inferiore mangiavano solo carne bollita.

Una “messe de gros” andava condivisa tra due, tre o quattro persone, tranne nel caso di personaggi di estrema importanza come Edoardo II appunto.

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Sappiamo che Edoardo II amava mangiare più di ogni altra cosa il pesce, e soprattutto il pesce di fiume. Qui la pesca della lampreda in un manoscritto del XIV secolo, l’epoca di Edward

Tra i servitori di corte troviamo “uno scudiero fruttivendolo per la bocca del re”, un servitore che si occupava delle stoviglie e delle posate per la tavola reale, un coppiere e due panettieri. Degli ultimi due, uno si doveva occupare del forno e l’altro del mulino. C’erano anche cinque servitori in cucina “dei quali uno farà l’usciere e procurerà nella grande dispensa , secondo i comandi dei suoi superiori, ogni cosa: carne e pesce che saranno serviti al re. Pane, vino e birra li prenderà nelle apposite dispense, e le spezie nella spezieria, sempre secondo gli ordini e i comandi dei suoi superiori. E un altro valletto sarà porterà l’acqua e la riscalderà per i nobili: riceverà i recipienti dalla detta cucina tramite contratto scritto con l’ufficiale in carico del retrocucina e li sorveglierà e ne avrà cura sia quando viaggierà che quando sarà a riposo. [cioè quando la corte sarà stanziata in un solo luogo]. E cucinerà “la grande carne” (la grosse chare) e preparerà il primo piatto, sia il pesce che la carne. E un altro valletto sarà colui che farà le zuppe per la camera del re e preparerà la sugna/rognone per la sua tavola. E due altri valletti prepareranno gli arrosti e gli altri piatti per la suddetta camera, secondo gli ordini dei loro superiori. I quali cinque valletti avranno un ragazzo che trasporterà il loro letti e li aiuterà in cucina.”

Nel marzo e nell’aprile del 1315, Edoardo II e il suo consiglio cercarono di modificare il prezzo di numerosi alimenti alla base dell’alimentazione del tempo, per cercare di alleviare la miseria dei sudditi affamati durante la Grande Carestia. (Queste norme fallirono del tutto e vennero revocate dal Parlamento di Lincoln pochi mesi dopo.) Ecco alcuni dei prezzi stabiliti nel 1315: una “grassa pecora” doveva costare non più di 20 pence se non tosata e 14 se tosata; un bue non nutrito a granoturco un massimo di sedici scellini, o ventiquattro scellini se nutrito a granoturco e ingrassato; una mucca grassa e viva, dodici scellini; un grosso pollo, un penny e mezzo; ventiquattro uova, un penny.

Un giorno di giugno nel 1319, la corte della nipote di Edoardo II, Elizabeth de Burgh e suo marito Roger Damory – almeno una dozzina di persone- consumò cibo per il valore di poco più di una sterlina, che includeva: mezza carcassa di manzo salato, un fianco di bacon, mezzo maiale, un po’ di montone, quaranta aringhe, mezzo salmone, due stoccafissi salati, anguille, due anatre, sei galline e 150 uova. Nel novembre e dicembre del 1311, la regina di Edoardo II, Isabella di Francia, spese cinque sterline in 5000 “vari frutti” per sé e la sua corte, incluse 1000 pere e 300 mele. Il maggio seguente, comprò altre 5500 mele, a un costo di cinquantacinque scellini. La corte di Edoardo II, circa 500 persone, necessitava di una una spesa smisurata in cibo e bevande: i registri del suo nono anno di regno, dall’8 luglio 1315 al 7 luglio 1316, mostrano che spese 887 sterline in cibo e 1160 in vino (e anche più di 3000 in regali per l’Anno Nuovo, 627 sterline in vestiti, 334 in intrattenimento per la corte e 4644 sterline in “altre necessità”).

Altre letture

Sull’argomento generale del cibo nell’Inghilterra medievale: Food and Feast in Medieval England di Peter Hammond, The Time Traveller’s Guide to Medieval England di Ian Mortimer, e The Great Household in Late Medieval England di C.M. Woolgar.

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Edward: Storia o invenzione?

Difficile a dirsi.

Si tratta di una storia di spionaggio e avventura ambientata nel Medioevo e, nonostante gli anni di ricerca e il rigore che ho cercato di mantenere nel rispettare i dati e gli avvenimenti storici, ammetto con piacere che almeno la metà dell’opera è frutto della mia fantasia.

Anche il più meticoloso degli storici può essere scusato se definisce la propria professione con qualcosa come: “lo studio di ciò che pensa di sapere sul passato”.

Diciamoci la verità: si discute tanto su vicende avvenute pochi anni fa, figuriamoci quando si tratta di secoli orsono… l’intervento di una certa parte della comunità internazionale nella Guerra Civile libica del 2011 fu motivato da un reale intento di soccorso umanitario nei confronti dei cittadini libici o dalla brama di poter dire la propria su come dovessero essere sfruttate le risorse petrolifere del Paese?

Svariate sono le risposte a questo e tantissimi altri quesiti posti negli ultimi anni.

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La satira non ha risparmiato la versione ‘ufficiale’ dell’intervento internazionale in Libia nel 2011

Eppure, pensateci un attimo: esistono letteralmente centinaia di migliaia di documenti cartacei e digitali che ci possono fornire imformazioni sulla guerra civile del Libano.

Immaginate di dover studiare eventi storici risalenti al 1337 e 1338, gli anni in cui è ambientato Edward. Non esistevano giornali locali nelle città europee che registrassero gli avvenimenti quotidiani, né bloggers all’angolo della strada che potessero condividere il loro punto di vista sulle notizie del giorno.

Gli storici devono basarsi su un numero spaventosamente ridotto di testi, scritti per lo più da monaci ed ecclesiasti. Nella maggior parte dei casi i documenti originari sono andati in parte o del tutto distrutti e sono rimaste solo copie scritte a mano piene di errori.

Con così poche informazioni attendibili su avvenimenti così lontani da noi nel tempo, non stupisce il fatto che io non sia riuscito a trovare due storici che concordino su un qualsiasi evento storico dell’epoca medievale.

Non uno, credetemi! Eccovi un esempio: tra la fine del 1326 e l’inizio nel 1327, Roger Mortimer, un barone inglese, si coalizzò con la Isabella di Francia, sovrana d’Inghilterra, per poter imprigionare suo marito Edoardo II e prendere il controllo del paese. Molti li pensano amanti anche se non ne abbiamo prove certe.

Alcuni storici sostengono che Isabella fosse la mente e Mortimer il braccio. Altri attribuiscono tutta la strategia al Barone, altri ancora sono per uno sforzo congiunto, altri infine prediligono la teoria che il ruolo del leader spettò ad Isabella in alcune fasi del piano e a Mortimer in altre.

Kathryn and Isabella
Nel suo recente ‘Isabella of France: The Rebel Queen‘ (Isabella di Francia, la regina ribelle) storico britannico Kathryn Warner capovolge la tradizionale versione della storia di Roger Mortimer e Isabella di Francia, che ritiene il barone il vero leader, e fa notare centinaia di documenti che sostengono che la regina abbia giocato un ruolo di spicco.

Dunque, considerato un tale caso di incertezza nel mondo accademico, cosa può farci uno scrittore? Io ho solo descritto alcuni eventi nel modo in cui meglio si adattano alla materia e alla trama del mio libro, ben consapevole di attirare le critiche degli storici, indipendentemente da ciò che decido di riportare. E così sia.

Sono assolutamente soddisfatto nel definire Edward una narrazione di fatti storici e, allo stesso tempo, un racconto di storica fantasia!

Genealogia: unisciti alla ricerca dei discendenti viventi della madre di Edoardo II, Eleonora di Castiglia

Hai lo stesso DNA mitocondriale di Edoardo II? Aiutaci a completare le tavole genealogiche in questa pagina!

Sei un appassionato di genealogia e vuoi scoprire se sei una delle persone che cerchiamo? Per favore dai un’occhiata ai nomi delle tabelle qui sotto. Se una di queste donne è tra i tuoi antenati, ti invitiamo in contatto con noi, potresti essere proprio tu ad aiutarci a risolvere il mistero del Re Edoardo II di Inghilterra (clicca qui per scoprire come!).

A partire da importanti ricerche condotte dalla storica Kathryn Warner e da Kevin McKenzie, il nostro collaboratore Terry Muff, con l’aiuto di sua nipote Bethany, è riuscito a portare a termine l’arduo compito di completare le seguenti tavole genealogiche. Terry è un detective della polizia in pensione e, come forse potete immaginare, ha delle formidabili capacità investigative!

Le tavole genealogiche sottostanti seguono esclusivamente la linea di trasmissione del DNA mitocondriale: dalla madre di Edoardo II, Eleonora di Castiglia, fino a noi, attraverso le sue discendenti secondo la linea diretta di madre in figlia. Si inizia con quelle di due diversi rami della famiglia, quello di Lucy Eyre e quello di Thomasine Kirkham.

Discendenti di Lucy Eyre

Clicca qui per visualizzare la linea diretta che riconduce Lucy Eyre a Eleonora di Castiglia, madre di Edoardo II, ottenuta dalle ricerche di Kathryn Warner.

(1) Lucy Eyre (d. before 1556) = Humphrey Stafford of Eyam

(1.1) Gertrude Stafford b c 1553 Eyam, Derbyshire, = Rowland Eyre of Hassop

– – (1.1.1) Jane Eyre, m Christopher Pegge

– – – (1.1.1.1) Prudence Pegge b 15/10/1598 at Kniveton, Derbyshire, = John Hollingworth of Hollingworth 1615

– – – (1.1.1.2) Anne Pegge b 11/2/1602 = Johannes Whitewall of Yeldersley

– – (1.1.2) Frances Eyre b1558 Hassop, Derby

(1.2) Alice Stafford = Anthony Savage

– – (1.2.1) Alice Savage married Francis Thornton 13/4/1674

– – – (1.2.1.1) Margaret Thornton – emigrated to Virginia in 1669 with the Strothers (see 1.2.2.)

– – – (1.2.1.2) Elizabeth Thornton = George Towndrow of Eckington, Derby 28/6/1703 but only issue was 2 sons. This line appears to be without any female issue.

– – (1.2.2) Dorothy Savage = William Strother. The Strother’s emigrated to Virginia 1669 and ?taking Margaret Thorton with them.

(1.3) Ann Stafford = Francis Bradshaw of Bradshaw Hall in 1565.

– – (1.3.1) Lucy Bradshaw = Nicholas Cresswell of Ford 1621

– – – (1.3.1.1) Barbara Cresswell only daughter = John Barber in 1648

– – – – (1.3.1.1.1) Ann Barber b 29/9/1650 = Robertus Outrim 24/4/1672, Brampton

– – – – (1.3.1.1.2) Grace Barber b 1/3/1651/2 = Benjamin Twigg 8/1682 Chesterfield

– – – – – (1.3.1.1.2.1.) Elizabeth Twigg b 1695 = John Tatlow, St Wegburghs Derby 26/12/1723

– – – – – (1.3.1.1.2.2.) Hannah Twigg b 9/1/1684 = Anthony Gregory of Culver, at Bakewell 11/2/1710/11

– – – – (1.3.1.1.2) Mary Barber bapt 23/10/1653

(1.4) Catherine Stafford (bapt 1/9/1568) = Rowland Morewood of The Oaks

– – (1.4.1) Anne Morewood, = James Bullock of Greenhill

– – – (1.4.1.1) Elizabeth Bullock (bapt 12/04/1608) = Godfrey Froggat of Mayfield (d. 1664)

– – – – (1.4.1.1.1) Elizabeth Frogatt (1636-1639) m. Thomas Burley of Greenhill

– – – – – (1.4.1.1.1.1.1) Elizabeth Johnstone b c 1686

– – – – – (1.4.1.1.1.1.2) Jane Johnstone b 9/9/1688

– – – – – (1.4.1.1.1.1.3) Dorothy Johnstone b 9/1/1690 d 1690

– – – – – (1.4.1.1.1.1.5) Barbara Johnstone b 3/11/1699 (A Barbara Johnston = Thomas Pender at St Bartholomew the Great, London 19/10/1726.)

– – – – – (1.4.1.1.1.1.6) Margaret Johnstone b 3/9/1701 d 1701

– – – – – (1.4.1.1.1.1.7) Catherine Johnstone b 9/9/1702

– – – – – (1.4.1.1.1.1.8) Sarah Johnston b 17/8/1698 m James Richardson 1725 or 28/3/1731 at York Minster

– – – – – (1.4.1.1.1.1.9) ? Elizabeth Johnstone b at Stoke = a Thomas Acton 14/5/1695/6 (but currently unsubstantiated).

– – – – (1.4.1.1.2) Alice Frogatt (bapt 9/8/1630 Norton, Derby, d. 12/11(1691), = 9/12/1646 to Thomas Bulkeley, Gent of Stanlow, Leek, Staffs

– – – – – (1.4.1.1.2.1) Elizabeth Bulkeley b 1647 Audley, = John Dormer.

– – – – – – (1.4.1.1.2.1.1) Alice Dormer, bapt 3/2/1675/6

– – – – – – (1.4.1.1.2.1.2) Dianah Dormer 25/6/1689 Stoke on Trent

– – – – – – (1.4.1.1.2.1.3) Maria Dormer bapt 10/4/1687 Stoke on Trent (St Peter and Vincula)

– – – – – (1.4.1.1.2.2) Alice Bulkeley(1) b 4/1/1652 d 20/6/1659. (In Dugdales visitation Alice is listed as “living in London”)

– – – – – (1.4.1.1.2.3) Alice Bulkeley(2) b /d 12/1/1664

– – – – – (1.4.1.1.2.4) Mary Bulkeley b 24/3/1657 married (1) ? William Hordern. (William Horden was a Cutler of Warrington)

– – – – – (1.4.1.1.2.5) Catherine Bukeley b 22/7/1659 (Dugdale’s has Catherine as living in London, unmarried)

– – – – – (1.4.1.1.2.6) Anna Bulkeley b 29/10/1667

– – – – – (1.4.1.1.2.7) Jocosa (Joyce) Bulkeley b 1669 married Richard Locker (Gent) of Kingsley, Staffs 2/1/1704/5 by Licence.

– – – – – (1.4.1.1.2.8) Priscilla Bulkeley b 7/8/1674. Died as a Spinster 21/3/1687 at Bond End.

– – – – – (1.4.1.1.2.9) Sarah Bulkeley 29/8/1649 ?marr Anthony Walsh, Leek 1675 (Walsh is incorrect. Sarah married a ‘Grasier’ of London and living in Essex at the time of Dugdale.)

– – – – (1.4.1.1.3) Catherine Frogatt

– – – – (1.4.1.1.4) Barbara Froggatt = Thomas Bright of Greystones and had 4 daughters (only found 3 – TM)

– – – – – (1.4.1.1.4.1) Ann Bright c1665 = Stephen Bright (2 daughters)

– – – – – – (1.4.1.1.4.1.1) Elizabeth Bright c1688 marr Richard Ashmore

– – – – – – – (1.4.1.1.4.1.1.1) Hannah Ashmore b 21/1/1718marr Thomas Bower 3/4/1739 North Wingfield, Derbyshire

– – – – – – – (1.4.1.1.4.1.1.2) Ann Ashmore b28/5/1714 (sister of Hannah) = William Smith 29/3/1738, North Wingfield, Derbyshire

– – – – – – (1.4.1.1.4.1.2) Mary Bright c1671 = Henry Broomhead in 1689

– – – – – (1.4.1.1.4.2) Barbara dau of Barbara Foggatt b and d in infancy

– – – – – (1.4.1.1.4.3) Daughter of Barbara Frogatt and Thomas Bright 3

– – – – – (1.4.1.1.4.4) Daughter of Barbara Frogatt and Thomas Bright 4

– – – – (1.4.1.1.5) Anne Frogatt

– – – – (1.4.1.1.6) Mary Froggatt b 2/9/1648 Norton, Derby. Aunt of a Mary Frogatt who married Thomas Grundy 4/5/1694 at St Annes, Baslow, Derbyshire. [Too old?TM] *It appears that Mary Froggatt may also have married John Goostrey, Geoffrey Bright of Stavely and a Mr Newham

– – – – (1.4.1.1.7) Priscilla Frogatt

– – – – (1.4.1.1.8) Elizabeth Roberts married a Mr Parker

– – – (1.4.2.) Gertrude Morewood = Jeffrey Roberts

– – – (1.4.3.) Alice Morewood, wife of John Bamford of Pule-hill in the parish of Silkston, esq., a justice of the peace and treasurer for the lame soldiers

– – – (1.4.4.) Elizabeth Morewood, wife of Ralph Greaves

– – – (1.4.5.) Faith Morewood, wife of Reginald Eyre of Maltby co. York

– – –

(1.5) Dorothy Stafford (not substantiated)

Discendenti di Thomasine Kirkham

Clicca qui per visualizzare la linea diretta che riconduce Thomasine Kirkham a Eleonora di Castiglia, madre di Edoardo II, ottenuta dalle ricerche di Kevin McKenzie.

Thomasine (or Susan) Kirkham = Thomas Southcott of Bovy Tracey (who had 3 wives) d. 10 August 1600

(TK.1.) Frances Southcott = Otho Peter of Bowhay/Bowheye) in Devon (2 son named in the will of his uncle John, living 1571, d. 1607. Buried at Edminster. M. I. (Monumental inscription))

– – (TK.1.1.) Elizabeth Peter = James Dawbney of Wayford, then to William Keymer of Penmdoiner, Com. Somerset Sh. (County Somerset)

(TK.2.) Cicily Southcott ” William Peter on 24 sept. 1571 at Bovey Tracey

– – (TK.2.1.) Thomasine Peter, Bap. 31 Oct. 1572 at Bovey Tracey

– – (TK.2.2.) Mary Peter Bap. 16 August 1585 at Torbnam = … Keynes of Sussex

(TK.3.) Ursula Southcott = Robert Hill of Shilston at Bovey Tracey in Oct 1575

– – (TK.3.1) Ursula Hill, living 1629???

– – (TK.3.2.) Amy Hill

– – (TK.3.3.) Agneta Hill

– – (TK.3.4.) Thomasine Hill = Robert Nunne de Felsham in Suffolk, living in 17 oct 1637

– – (TK.3.5.) (Ursula?)Maria Hill = Robert Chichester de Raley in Com. Devon Milit Balnei (Knight of the Bath), remarried Sir Ralph Sydenham???

– – (TK.3.6.) Francisca Hill

– – (TK.3.7.) Elizabeth Hill = John of Carew of Haccombe in Com. Devon, Esq, Living 1620, will 21 sept 1623 Pro 26 June 1626

– – – (TK.3.7.1.) Ursula Carew, named in her father’s will as 14 years old in 1620 = Ellis Restorin at East Allington 22 January 1632-3, Exeter

– – (TK.3.8.) Cecilia Hill = Thomas Ashford of County Devon, 3 February 1620-1, Exeter, named in her father’s will as living in 1629

– – – (TK.3.8.1.) Elizabeth Ayshford = ??? count named in the will of her brother Nicholas, living in 1701

– – – (TK.3.8.2.) Bridget Ayshford of Burlescombe, named in the will of her brother Nicholas, ‘aged and weak’, will of 15 november 1709.

– – – (TK.3.8.3.) Mary Ayshford, baptised 20 May 1620 at St Thomas near Exeter = ??? Manson, named in the will of her brother Nicholas

– – (TK.3.9.) Brigetta (Bridget) Hill = Richard Duxwell of London, Pewtener

(TK.4.) Susanna Southcott (Bap. 10 Jan 1551/2) = Thomas Holford at Bovey Tracey on 3 Dec 1571

– – (TK.4.1.) Mary Holford = Josephe Wyke, April 19, 1611, Exeter

– – (TK.4.2.) Amy Holford = Robert Coker in Devonshire

– – – (TK.4.2.1.) Mary Coker, baptized 1603/4 died April 1636 = Charles Bruen (or Brune) (n.b. Stirnet shows only sons for them)

– – – (TK.4.2.2.) Anne Coker = Thomas Ferrard of Trent (Thomas Gerrard of Trent)

– – – – (TK.4.2.2.1.) Anne Gerard = Sir Francis Windham of Trent (c. 1654-1716) 1st baronet (created 18 november 1673) Entertained Charles II after the battle of Worcester, M. P. for Minehead, Somerset

– – – (TK.4.2.3.) Elizabeth Coker = John Jeffery of Catherston, b.c. 1618 d. 31 september 1643

– – – (TK.4.2.3.) Elizabeth Coker = John Jeffery of Catherston, b.c. 1618 d. 31 september 1643

– – – (TK.4.2.4.) Bridget Coker

– – (TK.4.3.) Susan Holford, unmarried in 1620, married Amias Calmady (incorrectly given as his father Edward) of Wembury June 8, 1621

– – – (TK.4.3.1.) Maria Calmady B. 1623, buried 1627.

– – (TK.4.4.) Barbara Holford

– – (TK.4.5.) Thomasin Holford = Richard Batson, died 1619

(TK.6.) Mary Southcott = William Stroud (Strode) Married 15 July 1581 at Bovey Tracey (Sir William Strode of Newnham, Knt. Adm. to the inner temple 1580 aged 19 years and 5 months 1581, bur. 28 June 1637 at Plympton St. Mary. Will 25 Sept 1636, Pro. 21 Feb 1637-8, Pcc (Lee 18)

– – (TK.6.1.) Mary Strode, died before her husband in Ashton Church, living with issue in 1644 = Sir George Chudleigh at Bovey Tracey

– – – (TK.6.1.1.) Elizabeth Chudleigh = Arthur Ayshford

– – – – (TK.6.1.1.1.) Elizabeth Ayshford = Sir William Hazelwood of Maidwell, Northampton, knighted atWhitehall 9 Oct 1669

– – – – – (TK.6.1.1.1.1.) Elizabeth Hazelwood, died 15 Jan 1732/3, married (as 3rd wife) = Christopher Hatton of Krikby, Northants, 2nd baron Hatton (m. August 1685) (created 29 July 1643. Created 1st Viscount Hatton 17 January 1683, died september 1706)

– – – – – – (TK.6.1.1.1.1.1.) Hon Elizabeth Hatton = ???

– – – – – – (TK.6.1.1.1.1.2.) Hon Penelope Hatton [identity of another child unclear]

– – – (TK.6.1.2.) Maria Chudleigh =Hugh de Clifford of Chudleigh 13 January 1627-8, = 2nd Gregory Cole of Petersham, Slade and Buckishe in 1645 and Maria appears to have died in childbed in 1652 at the birth of the only son Robert. However they did have 3 daughters before.

– – – – (TK.6.1.2.1.) Mary Clifford bapt. 9 January 1628-9 at Chudleigh = Baldwin Acland b.1607 St Olave, Exeter, on 26/10/1652 at Ashton, Devon

– – – – (TK.6.1.2.2.) Jane Cole

– – – – (TK.6.1.2.3.) Mary Cole

– – – – (TK.6.1.2.4.) Elizabeth Cole

– – – (TK.6.1.3.) Dorothy Chudleigh

– – – (TK.6.1.3.) Dorothy Chudleigh

– – (TK.6.2.) Joan Strode = Sir Francis Drake, 1st Baronet, at Buckland Monachorum. [PLEASE NOTE THAT I HAVE PUT THE DAUGHTERS OF JAON STRODE AND SIR FRANCIS DRAKE INTO THE ORDER I PRESUME THEY WERE BORN IN, GIVEN THE INFORMATION AVAILABLE

– – – (TK.6.2.1.) Elizabeth Drake, married 14 February 1638-9 at Bere Ferrers = John Trefusis Junior, of Trefusis, Cornwall

– – – – (TK.6.2.1.1.) Jane Trefusis (alive 1690) = George Ley

– – – – (TK.6.2.1.2.) Sarah Trefusis (alive 1699) =Sidney Blight

– – – – (TK.6.2.1.3.) Dorothy Trefusis (baptized 7 october 1646, died 12 April 1699)

– – – – (TK.6.2.1.4.) Bridget Trefusis (alive 1699)

– – – (TK.6.2.2.) Mary Drake (ancestress of Kevin’s) aged 4 in 1620, baptized 26 Sept 1616, married 28 april 1636 at Buckland Monachorum (Devon) = Elizeus (or Ellis/Elisha) Crymes of Crapstone Barton, Buckland Monachorum, Devon, M. P. for Bere Alston, Lieut.-Col of Plymouth Garrison for the Parliament

– – – – (TK.6.2.2.1.) Joan Crymes, bur. 3 september 1643 at Buckland

– – – – (TK.6.2.2.2.) Mary Crymes, baptized October 1645, married 21 April 1669 at Buckland = John Beale

– – – – (TK.6.2.2.3.) Margaret Crymes, baptized 20 december 1651, married 2 february (or 11 of february?) 1668-9 at Buckland = Joseph Drake of Buckland Monachorum, buried 1 may 1682 at Buckland Monachorum [N.b. the Drake Pedigree shows no female issue, only male issue]

– – – (TK.6.2.3.) Sarah Drake, Baptized 23 October 1629, married 21 February 1650 at Buckland Monachorum, died 1667 = Thomas Trevilian of Yarnscomb, Devon, died 1664, M.I. Carhampton, Somerset.

– – – (TK.6.2.4.) Joan Drake, baptized 22 February 1631, married 4 February 1650 at Buckland Monachorum = Sir Hugh Wyndham of Watchet, Somerset (?Hugh Wyndham of Dunraven Castle?) [They apparently had one son and three daughters]

– – – – (TK.6.2.4.1.) Christobella Wyndham baptised 24/10/1650

– – – – (TK.6.2.4.2.) Mary Wyndham baptised 16/9/1651

– – – – (TK.6.2.4.3.) Arabella Wyndham baptised 27/7/1664 = Amias Bamfield

– – – – – (TK.6.2.4.3.1.) Mary Bamfield

– – – – – (TK.6.2.4.3.2.) Gertrude Bamfield

– – – – (TK.6.2.4.4.) Joanne Wyndham baptised 27/7/1664

– – – – (TK.6.2.4.5.) Elizabeth Wyndham baptised 29/8/1656

– – – – (TK.6.2.4.6.) Sarah Wyndham baptised 5/9/1656

– – – – (TK.6.2.4.7.) Frances Wyndham baptised 9/10/1658

– – (TK.6.3.) Ursula Strode = Sir John Chichester of Hall, Kent – Chichester of Hall pedigree shows only male issue

– – (TK.6.4.) Frances Strode = Sir Samuel Somaster of Painsford, Devon, son and heir of Henry Somaster, at All Hallows Goldsmith Street, Exeter

– – – (TK.6.4.1.) Mary Somaster, married 20 August 1633 at Ashprington = Dr Joseph Martin, LLD, Chancellor of Exeter and Judge of the Court of the Admiralty in Devon

– – – (TK.6.4.2.) Frances Somaster, Buried 18 Jan 1616-17 at Ashprington

– – – (TK.6.4.3.) Sarah Somaster, baptized 10 March 1617-18 at Ashprington, aged 2 in 1620

– – – (TK.6.4.4.) Elizabeth Somaster, baptized 16, buried 24 february 1619-20 at Ashprington

– – – (TK.6.4.5.) Grace Somaster baptized 8 August 1621 at Ashprington

– – (TK.6.5.) Julian Strode = Sir John Davey

– – – (TK.6.5.1.) Mary Davey, baptized 25 March 1611-12, married 1 January 1634-5 at Sandford to John Willoughbie

– – – (TK.6.5.2.) Elizabeth Davey, baptized 24 September 1618, married 9 April 1642 at Sandford = Arthur Copleston of Bowden

– – – – (TK.6.5.2.1.) Mary Coplestone (baptized c. 1648)

– – – – (TK.6.5.2.2.) Julian Coplestone, died 1681

– – – (TK.6.5.3.) Julyan Davey Baptized 1 January 1622-3, married 5 July 1648 at Sandford = Thomas Beare

– – – – (TK.6.5.3.1.) Juliana Beare/Bere b 1654. Juliana = George Musgrove 1670

– – – – – (TK.6.5.3.1.1.). Juliana Musgrave = James Keigwin b1672 d1710

– – – – – – (TK. 6.5.3.1.1.1.) Juliana Keigwin b1696-d1741 = Thomas Clutterbuck Male issue only

– – – – – (TK.6.5.3.1.2.) Margaret Musgrove b1699 = Christopher Davies Only male issue

– – – – – (TK.6.5.3.1.3.) Sarah Musgrove b1700 d 1734 ? died unmarried

– – – – – (TK.6.5.3.1.4.) Mary Musgrove b 1701 = William John

– – – – – (TK.6.5.3.1.5.) Rachel Musgrove b1704 = Thomas Roberts

– – – – – (TK.6.5.3.1.7.) Dorothy Musgrove b1702 = John Borlase

– – – – (TK. 6.5.3.2.) Mary Beare/Bere b 01/02/1661

– – – (TK.6.5.4.) Margaret Davey Baptized 20 May 1627, married 25 February 1649-50 at Sandford = Richard Beavis

– – (TK.6.6.) Margaret Strode = Sir John Yonge of Stetacombe, living with issue in 1644

– – – (TK.6.6.1.) Jane Yonge = Sir John Drake of Ashe

– – – – (TK.6.6.1.1.) Elizabeth Drake, baptized 5 January, 1648-9, married Sir John Briscoe of Boughton, Northants, died at Boughton 9, buried 17, november 1694 at Musbury, aged 46, (without issue?)

– – – (TK.6.6.2.) Mary Yonge, baptized 4 March, 1625-6, buried 8 may 1641 at Colyton

– – – (TK.6.6.3.) Elizabeth Yonge, married 1656 at Colytan = Thomas Hudges of Shipton Moigne, Gloucestershire, living in 1663)

– – – (TK.6.6.4.) Sarah Yonge, buried 11 June 1641 at Colyton

– – (TK.6.7.) Elizabeth Strode = Edmond Specott of Anderdon (Specott pedigree shows only male issue)

Quella volta in cui hanno drogato la guardia!

Il Barone Roger Mortimer era l’esatto contrario di Edoardo II. Mentre il re amava la compagnia della gente comune, e preferiva i passatempi da contadino alle battaglie, Mortimer era un capitano di guerra formidabile, e un nobile degno del suo rango. Passò l’intera vita a combattere, soprattutto nel Galles, e in Irlanda, dove aveva molti possedimenti, e persino contro il suo stesso re. Nel 1322 prese parte ad una rivolta contro Edward, scoppiata perché un cortigiano, Hugh Despenser, stava monopolizzando gli affetti del re, a discapito degli altri nobili. Mortimer fu catturato, e imprigionato nella Torre di Londra, quella carcere terribile dalla quale solo un altro uomo in tutta la storia era fuggito prima di lui. Ebbene, Mortimer riuscì a liberarsi drogando la guardia e scivolando giù per una scala di corda. Quattro anni dopo, assieme alla regina Isabella, avrebbe invaso l’Inghilterra e deposto Edward, imprigionandolo nel castello di Berkeley, dove, secondo le cronache, Edward avrebbe trovato la morte nel 1327.

Riscrivendo una pagina di storia – I volti di The Auramala Project

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Quattro generazioni di The Auramala Project a Sant’Alberto di Butrio nella Valle del Re (Valle Staffora, Oltrepò Pavese). Se fossero state presenti tutte le persone che hanno contribuito al progetto, il gruppo che vedete in foto sarebbe quattro volte più grande!

Nei prossimi giorni pubblicherò dei post elencando i molti che hanno collaborato al Progetto Auramala con le loro conoscenze, competenze e, in primis, il loro tempo. Riconoscere il loro contributo e ringraziarli di conseguenza è per noi di fondamentale importanza in quanto la caratteristica più importante di questo progetto è che si basa sul lavoro di una squadra che fa capo all’associazione culturale “Il Mondo di Tels” con sede a Pavia. Fanno parte di questo team persone che provengono non solo da diverse città ma anche da diversi paesi e, addirittura, continenti.

Comincerò oggi con persone che hanno contribuito all’aspetto storico della ricerca:

Le due grandi menti che hanno decifrato migliaia,letteralmente, di pagine di materiale archivistico in calligrafia medievale, principalmente in Latino, traendone essenziali conclusioni sono state:

Elena Corbellini

Stefano Castagneto

La nostra instancabile e insostituibile guida per tutto ciò che riguarda la famiglia Fieschi:

Mario Traxino

Un notevole contributo in questi primi giorni di ricerca, che ci ha indirizzato nella ricerca di fonti è stato quello di:

Luciano Maffi

Da allora, i noti storici inglesi:

Ian Mortimer

Kathryn Warner

ci hanno sostenuto con commenti, idee e critiche. Ian è sempre estremamente disponibile a darci una mano e risponde zelante alle richieste e teorie che gli sottoponiamo. Kathryn gioca il suo indispensabile ruolo permettendoci di confrontare anche la più piccola informazione che riusciamo a reperire con la sua vasta, enciclopedica conoscenza di Re Edoardo II di Inghilterra e Francia

Alla ricerca storica hanno contribuito anche:

In Italia

MariaRosa Gatti

Elena Giacomotti

Alice Galbiati

Don Vincenzo di Sant’Alberto di Butrio

Fratello Ivano e gli altri frati di Sant’Alberto di Butrio, Ordine di Don Orione

Simonetta Castronovo dei Musei di Palazzo Madama, Torino

Annamaria Soligno

Claudia Zanocchi Soligno

Andrea Giacomotti

nonna Gina Calissano

Anna Corbi

Obizzo e Currado Malaspina di Bobbio

Monica Masanta

Luigi Panigazzi

Associazione Spino Fiorito

Giovanna Brazzola

Piera Spalla

In Inghilterra

Sue e Christopher Gordon

Christopher e Lisa Springham

Steve e Sonia O’Hehir

Enrica e Timothy Biasi

Kevin McKenzie

In Australia

Patrick Ball dell’ Università della Tasmania

La lista qui sopra non include i numerosi membri del personale di archivi, musei e altre istituzioni che ci hanno assistito nella ricerca, in quanto parte del loro lavoro. La lista continuerà ad allungarsi e presto ne pubblicherò una simile per altre aree della ricerca e una pagina fissa per aggiornare questa importante parte del progetto continuamente.

Quella volta in cui Edward fece perdere traccia di sé… ma non per sempre

Non scherziamo di fatto parlando di wikileaks e un re medievale… La lettera Fieschi potrebbe benissimo essere precisamente quello, una fuga di notizie del medioevo ad opera di un’ammanuense che non volle che il mondo perdesse traccia di una storia davvero incredibile, ovvero la seconda vita di Edoardo II, Re d’Inghilterra. E’ la lettera di Manuele Fieschi, uno dei notai personali di Papa Benedetto XII, indirizzato al figlio di Edoardo II, Edoardo III, per dirgli che suo padre non era morto, bensì scappato dai sicari mandati ad ucciderlo a Berkeley nel 1327 per diventare un eremita in Italia, specificamente nella Valle Staffora, nell’Oltrepò Pavese. Il fatto che questo documento sia sopravvissuto, quando la stra-maggioranza dei documenti dell’epoca sono andati persi, per noi potrebbe indicare davvero un wikileaks medievale, non il solo caso. Quanto al bonarda… non esisteva ancora. Ma siamo sicuri che anche i vini dell’epoca erano altrettanto gustosi!

Quella volta in cui Edward e sua moglie finirono entrambi per strada… nudi!

Edoardo II è passato alla storia come il re che preferiva i cortigiani di sesso maschile a sua moglie, Isabella di Francia. Ci sono però fonti che raccontano una storia molto più intrigante e complessa. Ad esempio, nel giugno del 1313: Edward e Isabella sono in Francia in visita ufficiale. Il padiglione di seta dove la coppia reale è alloggiata, prende fuoco una notte. I cronisti raccontano che Edward prese in braccio sua moglie e la portò al sicuro. Ne uscirono ustionati, soprattutto la regina. E ciò non sorprende… dato che erano nudi entrambi. Poiché all’epoca normalmente non si dormiva nudi, e re e regina trascorrevano la notte in camere diverse, con la servitù presente nella stessa stanza… bene, se l’incendio fosse scoppiato quando loro dormivano vestiti e separati, sicuramente sarebbe stata la servitù a portare in salvo la regina… vestita. Quindi, mentre è sicuro che Edward abbia amato alla follia certi uomini nella sua vita, è altrettanto chiaro che ha amato con passione anche sua moglie, Isabella.

Tracing Edward II’s links with the Fieschi and Malaspina: from Bazas to Oramala – Bernard Grimward, a wine merchant and money-lender to the King

by Kevin McKenzie

Today we are proud to publish a major new post by Kevin McKenzie, who has been making invaluable contributions to The Auramala Project over the last year. A wizard in genealogy and heraldry – a field of study that none of us at the Project knew anything about at all until Kevin enlightened us – he has helped us bring the family tree of Eleanor of Castile’s matrilineal descendants up to the 18th generation, and has applied formidable reasoning to many problems involving inter-family relations that have perplexed us for some time. Such as, for example, the question of Cardinal Luca Fieschi’s parentage, but more on that in another post. Here is his superb work on a totally unexpected connection between Edward II and the Genoese. Ed.

As a descendant of Edward II (many times over), of Hugh Despenser the Younger and of Thomas Lord Berkeley, when I came across the work of the Auramala Project I found it to be an imaginatively put together, utterly compelling and meticulously sourced piece of research, and the Project’s subject matter particularly appealed to me for these obvious personal reasons. (Because I am both a lawyer by profession and an amateur historian – who perhaps because of my training is never inclined to accept received wisdom unquestioningly or without careful verification in the primary sources – I also found the Project’s research methodology extremely attractive). Of course, if we look sufficiently diligently, it is inevitable that many of us in Britain will find these same individuals within their large pool of mediaeval ancestors (the statistical likelihood is that more than 99% of indigenous Britons descend from King Edward III), and it was only whilst carrying out genealogical research into another of my (at first sight less distinguished and to me therefore more interesting) family lines that I stumbled across information which I thought might prove a useful contribution to the Project. This was in fact basically a spin-off from my research into the ancestry of my great great great grandfather, Thomas Macdonough Grimwood, a grocer and law clerk, born in late 1817 in Sudbury in Suffolk.

Thomas’s father, Captain Joseph Grimwood (brother to a Suffolk rector and cousin of an admiral friend of Lady Nelson whose sister was an early gothic novelist), was a timber merchant and tea dealer who, having brought the family to London by the mid-1830s, seems soon to have ended up, after losing an Admiralty case relating to the enforceability of a guarantee of the cost of repairs to his ship (which had been wrecked on a voyage to Tasmania), in a debtor’s prison (probably the Marshalsea). By the early 1840s, Thomas and his younger brother were living close to the Marshalsea and appear to have become law clerks with the purpose of trying to rescue their father, but by 1842 their mother, the daughter of a wealthy packet captain (who in 1814 had helped restore the Bourbon monarchy by making a special voyage to return Louis XVI’s exiled brother Charles to the Continent so as to rule pending the return of the gout-ridden Louis XVIII, and who had funded Thomas’s clothing and education by means of a trust of monies which he had loaned to the poet Wordsworth’s cousin), was already in the Shoreditch workhouse. Their father, when at some point he left the prison, was living in the nearby squalid Mint Street, showing up in the 1851 census as a “waste paper dealer”; one brother Cornelius was to die of cholera; and Thomas himself, now a “dock porter”, was to die the next year, 1852, aged only 34, of tuberculosis.

But to see the relevance of Thomas’s family history to the Auramala Project we must leap back a few centuries, to the early 14th Century, and look at a member of the family who ironically was not an imprisoned debtor, but a money-lender – to the King.

It was in the Gascon Roll “for the 13th year of the reign of Edward, son of King Edward” [ie the 13th year of the reign of Edward II], when researching the likely mediaeval progenitors of Thomas’s Grimwood family ancestors, that I happened to stumble upon the following record (footnote 1):

For Bertrand de Mur and other merchants

 28 January, Westminster

Grant to the merchants of Gascony to whom the King is bound for wine bought in 1318 and 1319 …

 The King was lately bound to the merchants of Gascony in the sum of 1545 l 18 s 3 d st, for wine bought to his use by Stephen de Abingdon, his butler in August 1318, whereof he is still bound to … [there then follows a list of names which includes:] to Johan de Latour and Bernat Grimoard in 72 l of 90 l …”.

Elsewhere, in fact in the National Archives at Kew, I found the same Bernat Grimoard – or Bernard Grimward – described in the contemporary records as “an alien merchant of Lincoln” who hailed from “Besace” or “Besaz”, Gascony. This latter is clearly Bazas, near Bordeaux. These are the entries from their catalogue:

C 241/6/43

Debtor: Godfrey Francis, burgess of Lynn [Freebridge Hundred], of Norfolk. Creditor: Bertram Markeys, merchant of Bordeaux, Bernard Grimward, merchant of Besace [of Gascony] Amount: £6 14s. Before whom: Ralph de Gayton, Mayor of Lincoln; Adam Fitz-Martin, Clerk. 1286 Sep 30

C 241/7/51

Debtor: Godfrey Francis, burgess of Lynn [Freebridge Hundred], of Norfolk. Creditor: Bertram Markeys, merchant of Bordeaux, Bernard Grimward. Amount: £13 8s. Before whom: Ralph de Gayton, Mayor of Lincoln; Adam Fitz-Martin of Lincoln, Clerk. First term: 29/09/1286 Last term: 24/06/1287 Writ to: Sheriff of Norfolk Sent by: Henry Gopil, Mayor of Lincoln; Adam Fitz-Martin of Lincoln, Clerk. 1287 Jul 17

C 241/46/234

Debtor: Robert de Walsham, burgess [merchant] of Lynn [Freebridge Hundred], of Norfolk. Creditor: Bernard Grimward, and Arnold de Puges, merchants of Besaz [Gascony; Alien merchants in Lincoln] Amount: £16. Before whom: Stephen de Stanham, Mayor of Lincoln; Adam Fitz-Martin, Clerk. 1305 Aug 2

SC 8/317/E289

Petitioners: Bernard de Mure, merchant vintner of Gascony; Bartholomew de la Roke, merchant vintner of Gascony; Arnold de Luk, merchant vintner of Gascony; Bernard Grimward, merchant vintner of Gascony; Gaillard de Sesson, merchant vintner of Gascony; Guillaume Bondel, merchant vintner of Gascony; Garsi de la Vynon, merchant vintner of Gascony; Arnold de Castillon, merchant vintner of Gascony; Pierre de Mountlaryn, merchant vintner of Gascony; Arnold de la Vye, merchant vintner of Gascony; Guillaume de Byk, merchant vintner of Gascony; Simon de Meot, merchant vintner of Gascony; Guillaume de Ford, merchant vintner of Gascony; John de Poitau, merchant vintner of Gascony.

Intrigued by the clear suggestion that one of the earliest known individuals possessing an obvious variant of the surname Grimwood had emanated from Gascony, I then turned to further possible clues, both as to Bernard’s origins and his possible connection to the Grimwood family. Part of this detective work led me to Rietstap’s Armorial in the British Library. It soon transpired from this that the coat of arms of the family of Grimal, of Guyenne, Gascony, shows not only in chief the three silver stars on blue of the Grimwood family but also the black imperial or Hohenstaufen eagle displayed of the Grimaldi. Guyenne corresponds to the archbishopric of Bordeaux and included the Bazadais, the territory of Bazas – where Bernard Grimoard, Edward II’s wine merchant based in Lincoln was “of”.  Bernard is the German version of the Italian Bernabo and it immediately then struck me that Grimal/Grimald is in fact the surname as originally used by the Grimaldi dynasty, the name Grimaldi simply being the genitive form, so as to denote “of the dynasty of Grimal(d)”.

Grimwood1
From Rietstap’s Armorial: the arms of Grimal of Guyenne, Gascony.
Famille de Grimal

D’argent, à l’aigle éployée de sable, au chef d’azur chargé de trois étoiles du champ.

Origine : Guyenne et Gascogne

Famille de Grimal de La Bessière

D’argent, au lévrier de sable, au chef d’azur, chargé d’un croissant d’argent entre deux étoiles d’or.

Origine : Rouergue et Languedoc

Grimwood2

As can be seen, the Sicilian branch of the Grimaldi quarter their arms with the black imperial eagle, which features on a number of versions of Grimaldi, Grimm and Grimal arms which also use the same silver and blue and colours as the Grimwood arms.  And here I found another apparent coincidence: what has been described by the family as a martlet appears, holding an oak leaf in its beak, as part of the family crest embossed on the silverware of George Augustus Macdonough Grimwood (first cousin of Thomas Macdonough Grimwood) and his wife Betsy Maria Garrett (herself a first cousin of Dame Elizabeth Garrett Anderson, the first female doctor, and of Dame Millicent Garrett Fawcett, the early pioneer of women’s suffrage).

Grimwood3
George Augustus Grimwood (1826 – 1883), of Shern Hall, first cousin of the writer’s great great great grandfather Thomas Macdonough Grimwood.

The coat of arms of the family of Grimal of Guyenne, as can be seen, contains three silver mullets (or stars) on a chief made up of a blue background. This is just like those of the Grimwood coat of arms as registered by a branch of the family (that of Jeffrey Grimwood Grimwood) at the College of Arms in 1851 – but clearly long held prior to that, because I found an unquartered version of the same Grimwood arms in the earliest edition of Burke’s General Armory, dating from 1842 and thus well before this registration – and George Augustus Grimwood who was only an extremely distant cousin of Jeffrey, with their most recent common ancestor living in no later than the 16th or 17th Century, bore the same motto as him of “Auxilio Divino“.  This translates as by divine assistance. An alternative translation is “Deo Juvante”, which is the Grimaldi motto. It occurred to me therefore that a black bird, originally intended to depict a black eagle, could easily, over many centuries, have been corrupted into a “martlet”. As if this were not coincidence enough, I then found that the collar of the Monagasque Order of St Charles which surrounds the coat of arms of the Grimaldi Princes of Monaco is made up of oak leaves, and that the mantling of their arms is of ermine, which mirrors that used for the tincture, or heraldic colour, of the bend which appears in the first and fourth Grimwood quarters of the coat of arms, as registered in 1851, of Jeffrey Grimwood Grimwood.

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The arms of the family of Grimaldi, Princes of Monaco. The collar of the Monagasque Order of St Charles is interspersed with oak leaves, the mantling is of ermine and the motto Deo Juvante is an alternative latin translation of the Grimwoo family motto of Auxilio Divinio – “with God’s help/with divine assistance”. (The two supporters are a reference to the tale of Francesco Grimaldi and his faction, who took the castle of Monaco disguised as friards in 1297).
Grimwood5
The Grimwood family crest (copied from Two Hundred Years of the Grimwood Family Tree, by Adrian Grimwood (footnote 2) as it appears – along with the motto Auxilio Divino – on a silver tablespoon datin gfrom 1856 of George Augustus Grimwood. The bird (a version of the black eagle displayed of the family of Grimal or Grimaldi?) rests ona  tower (the silver tower fo the family de la Tour du Pin?) and holds in its mouth an oak leaf ( the collar badge of the Grimaldi Princes of Monaco?).

It also seems clear that the 1851 registration was a registration of quartered arms with one quarter termed “Grimwood” – thus implying these latter arms already existed prior to 1851.  Over ten years ago, when first researching my grandmother’s Grimwood family ancestry, a visit by me to the College of Arms and discussions with both the College’s archivist and Richmond Herald confirmed that the College does not possess any extant record of these arms as existing before 1851. However this is not surprising, since the College’s foundation only dates from the reign of Richard III and that it would inevitably have no record of arms more ancient than that unless subsequently registered there. The existence of an armorial record for a similar version of the arms of Grimwood in the 1842 edition of Burke’s General Armory and the fact of the individual quarterings which formed part of Jeffrey’s arms as registered in 1851 being styled in their registration as for “Grimwood” act as further confirmation.

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The arms of Jeffrey Grimwod Grimwood (formerly known as Jeffrey Grimwood Cozens) (1827-1909), of Woodham Mortimer, as registered in 1851 at the College of Arms, the first and fourth quarters of wich (for Grimwood) show in chief the three silver stars on blue of the family of Grimal of Guyenne, Gascony, and on a bend the ermine which appears in the mantling on the arms of the Grimaldi Princes of Monaco.

GRIMWOOD (R.L., 1851). Quarterly, 1 and 4, azure, a chevron engrailed ermine between three mullets in chief and a saltire couped in base argent (for Grimwood) ; 2 and 3, or, on a chevron gules, between three wolves’ heads erased sable, as many oval buckles of the first. Mantling: azure and argent; Crests – 1. upon a wreath of the colours, a demi-wolf rampant, collared, holding between the paws a saltire; 2. upon a wreath of the colours, a lion’s gamb erased and erect sable, charged with a cross crosslet argent, and holding in the paw a buckle or. Motto – “Auxilio divino.” Son of Jeffrey Grimwood Grimwood, Esq., J. P.

The black eagle “displayed” features in many versions of the Grimaldi coat of arms.  It is often shown as on a gold background and so may (as it often does when borne on a chief in Italian arms (footnote 3)) indicate Ghibelline (imperial) allegiance (contrary to the general support of the Grimaldi family – like the Fieschi – for the opposing Guelph (papal) faction – but some families were divided and the Doria for instance, who intermarried, were Ghibelline) or instead perhaps a marriage to an heiress with a descent from the Hohenstaufen emperors – which would exist for instance with any descent from Catarina da Marano. Catarina was an illegitimate daughter of the Hohenstaufen Emperor Frederick II and wife of Giacomo del Carretto whose daughters Aurelia and Salvatica married Lanfranco and Rainier I Grimaldi respectively. Brumisan their sister married Ugo Fieschi and there appears to have been another sister who (as the Auramala Project shows elsewhere) was likely to have been Leonora the wife of Niccolo Fieschi – mother of Cardinal Luca Fieschi and grandmother of Niccolo Malaspina (“il Marchesotto”) of Oramala and his brother Bernabo with his connection to Bordeaux and Bazas.

Because of the similarity in terms of both names and their respective dates, and the heraldry, I had long supposed that this Bernard Grimward could be identical to Bernabo (or Barnaba) Grimaldi (fl. late 13th/early 14th Century) son of Lucchetto Grimaldi and progenitor of the Grimaldi lords of Beuil/Boglio.  And I had already noted that Lucchetto’s brother Lanfranco Grimaldi married Aurelia del Carretto, a sister of Brumisan del Carretto – who appears (as is shown elsewhere by the Auramala Project) to have been the likely sister of Leonora, Cardinal Luca Fieschi’s mother.

Ian Mortimer, Ivan Fowler and Kathryn Warner’s ground-breaking research regarding the international connections of these prominent Italian families to Edward’s court now make our latter suggested identification of Leonora an even stronger possibility. Of course many of these people would have been wearing different hats and thus have been described in different ways in different contexts according to the purpose of any particular contemporary record. Thus it would seem we have Bernabo Grimaldi appearing in the Italian records as lord of Beuil or Boglio, as most likely the same person – or at least closely related to – the Bernat Grimoard (or Bernard Grimward) but who later (apparently first recorded in English records in 1286, thus some time considerably after the Grimaldi family’s flight from Genoa in 1271) crops up in the contemporary English records as Edward’s wine merchant and money-lender, trading between Lincoln and Bazas near Bordeaux – and apparently as progenitor or one of the earliest members of a family who established a line of descendants there, that of Grimal of Guyenne, and of a line descendants in East Anglia, the family of Grimwood.

When sharing this genealogical research with Ivan and Kathryn, in order to assist as part of our research to determine precisely how Cardinal Luca Fieschi’s mother Leonora’s family background could have made him a kinsman of Edward – and more particularly upon my sharing the fact that Bordeaux, a city so close to Bazas, appeared on Ivan’s map tracing the Europe-wide influence of the Fieschi against Edward’s travels as noted in the Fieschi Letter – Ivan then gave me an amazing piece of information. He told me that the individual who named Manuele Fieschi executor for his canonry in the diocese of Bordeaux was none other than Bernabò Malaspina, son of Niccolò Marquess of Oramala and Fiesca Fieschi. The canonry was conferred on 24th June 1335; the last executor was the abbot of Saint Croix of Bordeaux and another executor was the bishop of Bazas (Ep.o Vasat. = Episcopo Vasatensis = Bishop of Bazas).

The connection between Bernabo Malaspina and Bazas, and hence to Bernard Grimward, Edward’s wine merchant, was an “eureka moment” because not only do we have the name Bernabo (aka Bernard) cropping up here again (itself indicative of a possible relationship through family naming traditions), but also it is a known fact that Bernabo Malaspina’s mother was Fiesca Fieschi – a sister of Cardinal Luca Fieschi, the very man whose mother Leonora appears through independent research to have been the sister of Brumisan del Carretto. And Bernabo Malaspina would have been the great nephew of Lanfranco Grimaldi, who on the above basis was Bernabo Grimaldi’s uncle.

As Ian Mortimer writes, setting out here a tentative reconstruction of Edward II in Fieschi custody to the end of 1335: “After arrival in Avignon, he passed into the guardianship of his kinsman, Cardinal Fieschi, who sent him by way of Paris and Brabant … to Cologne … and then to Milan (ruled by Azzo Visconti, nephew of Luca’s niece, Isabella Fieschi). From there he was taken to a hermitage near Milasci, possibly Mulasco, where he would have been under the political authority of one of Cardinal Fieschi’s two nephews in the region, either Niccolo Malaspina at Filattiera or Manfredo Malaspina at Mulazzo itself, and the ecclesiastical authority of another nephew, Bernabo Malaspina, bishop of Luni. However, in 1334 troops began to gather for an attack on Pontremoli, which came under siege in 1335, hence the ex-king’s removal to the hermitage of Sant’Alberto, between Cecima and Oramala, an area also under the political influence of Niccolo Malaspina. The bishop for the area – the bishop of Tortona – was Percevalle Fieschi, another member of Cardinal Fieschi’s extensive family”.

And as an eureka moment the implications of this are threefold. Not only did the Grimward/Bazas/Malaspina/Fieschi connection (a) corroborate my own research based on heraldry which directly linked the family of Grimwood to that of the Grimaldi, but this would also (b) lend further support to the identification of Cardinal Luca Fieschi’s mother Leonora as being of the family of del Carretto – and thus explain how Cardinal Luca Fieschi was a king’s kinsman – and (c) explain why Bernard Grimoard/Bernabo Grimaldi was acting as a wine merchant to and lending money to Edward II (footnote 4). 

The fact that they were joint creditors for a single debt shows very clearly that Johan de Latour and Bernard Grimoard were partners as merchants, and this Johan de Latour must clearly be a younger son of the family of the Barons de la Tour du Pin. There is also another version of the Grimal of Guyenne coat of arms which appears in Riestap’s Armorial which displays the pine tree of the family of de la Tour du Pin.  “Johan Delatour” appears as a fellow wine merchant in conjunction with Bernard Grimoard in the contemporary record.  According to The Foundation for Medieval Genealogy‘s pedigree for the Fieschi, a likely unnamed sister of Ugo Fieschi (with his del Carretto wife Brumisan) and Niccolo Fieschi (with his presumed del Carretto wife Leonora) married Albert, Sire de la Tour du Pin: Matthew Paris records that Pope Innocent IV arranged the marriage of his niece to “domino de Tur de Pin” in 1251 and that he accepted his bride “non ratione personæ muliebris, sed pecuniæ eam concomitantis”.

If he is not to be identified as a member of the family of Grimaldi, it seems unlikely to be coincidence therefore that Bernat Grimoard is mentioned in a contemporary record in direct conjunction with a fellow wine merchant named “Johan Delatour”.

As well as their having the same motto as the Grimaldi, and as part of the crest above their coat of arms a black bird which matches the black eagle also used by the Grimaldi, the tower in the de la Tour du Pin coat of arms appears as part of this same crest of the Grimwood family which I have deduced to descend from Bernard Grimward or a near relative of his.  So there could well have been marriage to a de la Tour du Pin heiress at some point. Whatever the position, the latter family was clearly allied by marriage in around the mid to late 13th Century with both Bernard the wine merchant’s family and the Fieschi. As we have seen, part of George Augustus Grimwood’s crest was a silver tower – which matches the tower which also appears in the arms of the de la Tour du Pin – surmounted by the black bird holding an oak leaf in its beak, along with the motto “Auxilio Divino”. So this too further corroborates the heraldic evidence both of Bernard being the Grimwood ancestor and of his likely place on the Grimaldi tree – in order for him to have been a de la Tour du Pin cousin – as a younger son of Giacomo Grimaldi and Catarina Fieschi.

The use of the black imperial eagle by the Grimaldi in the various versions of their arms which I have found might perhaps have been part of a later attempt to reconcile with the Ghibelline faction (and I also note that support for the Guelph faction and the Ghibelline faction was apparently not a rigid divide), or it could simply have denoted a descent from the Hohenstaufen via an heiress – such as via Catarina da Marano, the wife of Giacomo del Carretto, who was an illegitimate daughter of the Emperor Frederick II.

In fact Bernat Grimoard, the wine merchant to Edward II, or his father, may well have left Genoa for Bazas and thus appeared in the latter place at the time of the Grimaldi exodus from Genoa.  The timing of the banning of the Guelph faction from Genoa (1271) and their seeking refuge in territories outside Italy which were allied with the papacy would fit perfectly.  And the fact that Bazas had connections with Bernabo Malaspina and Manuele Fieschi – who were part of the similarly Guelph-supporting Fieschi family which was allied by marriage with the Grimaldi – would also fit perfectly. The general political history of the Grimaldi is well-known. As a ready precis, here is an extract from their Wikipedia entry:

“The Grimaldis feared that the head of a rival Genoese family could break the fragile balance of power in a political coup and become lord of Genoa, as had happened in other Italian cities. They entered into a Guelphic alliance with the Fieschi family and defended their interests with the sword. The Guelfs however were banned from the City in 1271, and found refuge in their castles in Liguria and Provence. They signed a treaty with Charles of Anjou, King of Naples and Count of Provence to retake control of Genoa, and generally to provide mutual assistance. In 1276, they accepted a peace under the auspices of the Pope, which however did not put an end to the civil war. Not all the Grimaldis chose to return to Genoa, as they preferred to settle in their fiefdoms, where they could raise armies.

In 1299, the Grimaldis and their close family the Grosscurth’s [sic] launched a few galleys to attack the port of Genoa before taking refuge on the Western Riviera. During the following years, the Grimaldis entered into different alliances that would allow them to return to power in Genoa. This time, it was the turn of their rivals, the Spinola family, to be exiled from the city. During this period, both the Guelphs and Ghibellines took and abandoned the castle of Monaco, which was ideally located to launch political and military operations against Genoa. Therefore, the tale of Francis Grimaldi and his faction – who took the castle of Monaco disguised as friars in 1297 – is largely anecdotal.”

However, none of the Grimaldi family’s specific, personal political connections during this period appear to have been investigated by historians until now; in the Summer of Britain’s referendum on membership of the European Union, we would do well to remember the inter-European nature of politics and culture even at this early date, inter-European connections as outlined in this article which could clearly not have been invented by the writer of the Fieschi Letter; and it is surely only if it is to be read in total isolation from these and other new finds that the Fieschi Letter can reasonably be dismissed as a forgery or (as some have suggested in the light of the compelling evidence which indicates the contrary) else as a rather crude (and unexplained) attempt at falsification and blackmail.

  1. A complete copy of this record can be found online in the Gascon Rolls Project.
  1. This silverware belongs to Adrian Grimwood, who lives in Kenya, is a distant cousin of mine and is a direct descendant of George Augustus Grimwood.

  1. Guelph allegiance was often indicated instead by having in chief three gold fleur de lis on a blue background.

  1. The Lincoln connection is also interesting in the light of Manuele Fieschi’s connection to that city too – although it could of course simply be that a supplier of wine to the King being based there was inevitable as it was an important centre of Edward’s court. Indeed, it was on 23rd September 1327, when he was at Lincoln, that Edward III received a letter from Lord Berkeley stating that Edward II had died on 21st September at Berkeley Castle.

Quella volta che in cui Edward ha lasciato a casa le catapulte

Probabilmente la cosa più nota di tutto il regno di Edoardo II è la sua sconfitta da parte degli scozzesi, alla grande battaglia di Bannockburn, nel 1314, che rese la Scozia a tutti gli effetti un paese indipendente per diversi anni. In fatti di guerra, Edward era il contrario di suo padre, Edward I, il cosiddetto ‘martello della Scozia’, che effettivamente sottomise gran parte di quel paese, e anche di suo figlio, Edward III, che avrebbe intrapreso con successo la Guerra dei Cento Anni contro la Francia, portando i suoi eserciti a vittorie leggendarie come le battaglie di Sluys, Crécy e Poitiers. Il nostro Edward non era un grande generale, e a parte qualche battaglia minore, perse quasi sempre. Addirittura, nel 1319 per liberare Berwick-upon-Tweed dagli scozzesi, cinse la città d’assedio – dimenticandosi di portare le macchine d’assedio! Sicuramente, avrebbe preferito mantenere sempre la pace, su questo non ci piove. Più volte rimandò campagne contro la Scozia, e le poche volte che mostrò grandi abilità politiche e diplomatiche per lo più o cercava di aiutare un suo favorito di corte oppure cercava di evitare scontri bellici. Tutto questo contribuì a creare la pessima fama che ha perseguito Edward attraverso i secoli. Nel medioevo, ci si aspettava da un re soprattutto capacità militari, e la sua popolarità sia con i contemporanei che con i posteri dipendeva soprattutto dai suoi successi sul campo di battaglia. Basta pensare a Re Riccardo I, Cuor di Leone. Lasciò suo regno nei guai economici e politici più profondi, ma in quanto grande combattente viene ricordato da tutti. Infatti, c’è un lato positivo di questo aspetto del carattere di Edward: fare la guerra era costosissima, e mentre suo padre gli lascio l’Inghilterra con gravi debiti, Edward alla fine del suo regno lasciò le casse della corona in ottimo stato. Certo, da buon pacifista, la vita da eremita tra le verdi colline dell’Oltrepò Pavese in Italia, come viene descritto nella Lettera Fieschi, gli sarà sicuramente piaciuta…

Edward e la Battaglia di Sluys – 24 giugno, 1340

Sotto un turbinio di nuvoloni grigi, un forte vento da sudovest sollevava schizzi spumosi dalla cresta delle onde, che andavano a flagellare la ferita di Edward ogni volta che la prua della nave sprofondava.

E’ il 24 giugno, 1340, e sua maestà Edoardo III, re d’Inghilterra, è ferito. E’ stato un colpo di balestra, sparato da un mercenario genovese, durante la prima grande carica delle navi inglesi contro la linea di navi difensiva francese che bloccava l’ingresso a Sluys, uno dei porti mercantili fondamentali per gli interessi economici e bellici degli inglesi.

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Il porto di Sluys nel 1587

«Se almeno Vostra Maestà facesse la grazia di restare seduto!» esclamò il cerusico, esasperato.
«No! I miei uomini devono vedermi ritto, tutti quanti. Devono sapere che sono qui, in piedi, pronto a combattere.» 

Così inizia Edward. Il mistero del re di Auramala: con la più grande vittoria navale inglese prima dell’Armada spagnola e prima della Battaglia di Trafalgar. Infatti, già il 24 giugno 1340 si può dire Britain rules the waves – “la Gran Bretagna regna sulle onde”, uno degli slogan patriotici preferiti degli inglesi attraverso i secoli (quell’orgoglio nazionale che oggi ha portato al #Brexit era già ai massimi livelli con Edoardo III).

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La grande vittoria inglese alla battaglia di Sluys
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Moneta d’oro coniata da Edward III per celebrare la Battaglia di Sluys. Un’impressione di questa moneta è sulla copertina di Edward. Il mistero del re di Auramala

Eppure, in realtà la più grande potenza navale dell’epoca è la flotta genovese. E infatti, una forte contingente delle loro galee si è schierata a inizio giornata a fianco dei difensori francesi.

Le galee comandate da Egidio Boccanegra e dai suoi capitani avevano libertà di manovra, a vela o a remi. La loro forza erano l’agilità e la rapidità, nonostante l’imponente stazza.  Se quelle temibili imbarcazioni si fossero scontrate con le lente, impacciate cocche di Edward, ci sarebbe stata una strage di inglesi e la vittoria francese sarebbe stata certa. 

Genoa
Genoa, galee visibili nel porto

Ma, nel romanzo, entro mezzogiorno, le imbarcazioni mercenarie genovesi disertano i loro ‘alleati’ francesi. Perché?

Come ha fatto il giovane re Edward III, sempre a corto di denaro, a riunire la sua grande flotta, e ad assicurarsi questo tradimento?

E’ molto semplice: contrattando debiti enormi con e grandi famiglie bancarie di Firenze, i Bardi e i Peruzzi. Debiti equivalenti a molte volte l’intero PIL d’Inghilterra all’epoca. Ma, si sa, i banchieri non cedono mai un mutuo senza una garanzia. Quale garanzia poteva mai offrire Edward III ai banchieri fiorentini, così sicura da convincerli a trasferire l’equivalente di miliardi di euro nelle casse della Corona d’Inghilterra?

E se quella garanzia fosse… un uomo?

 

Edward. Il mistero del re di Auramala è un romanzo storico basato sulla ricerca contenuta in questo blog, e precedenti ricerche effettuate dagli storici britannici Ian Mortimer e Kathryn Warner, che ringrazio di cuore per il loro prezioso aiuto.