Castagne, latte, vin brulé e musica

Foto evento da Facebook

Una domenica all’eremo per festeggiare sant’Antonio, le nostre usanze, i nostri animali

Domenica 21 Gennaio 2018, ore 14:00, all‘Eremo di Sant’Alberto di Butrio

Una tradizione che attraverso i secoli giunge viva fino a noi: domenica 21 gennaio dalle 14:00, per festeggiare Sant’Antonio, all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio (Pavia) si celebra il protettore degli animali domestici con la tipica zuppa di castagne e latte di vacca varzese, preparata dalla chef Piera Selvatico e accompagnato da vin brulé preparato da Caterina Brazzola dell’Azienda Agricola Montelio In sotofondo musica tradizionale con pifferi e fisarmoniche.

L’evento è gratuito e non serve la prenotazione. In caso di maltempo, l’evento non sarà annullato.

Per l’occasione sono previste visite guidate speciali agli affreschi dell’eremo e alla misteriosa tomba di Edoardo II, musica e la presenza di produttori enogastronomici del territorio. Gli amici a quattro zampe sono i benvenuti.

Alle 16.30 s. messa con il coro parrocchiale di Retorbido e benedizione.

L’evento è promosso da The Auramala Project. Come forse già sapete, il nostro ambizioso progetto, opera dell’Associazione Culturale ‘Il Mondo di Tels’ di Pavia, punta a scoprire discendenti viventi del re Edoardo II d’Inghilterra, vissuto tra il Dodicesimo e il Tredicesimo secolo. Secondo alcuni documenti storici, e secondo alcune tradizioni orali della Valle Staffora, questo re fuggì dall’Inghilterra per diventare un eremita in Oltrepò Pavese, forse proprio all’eremo di Sant’Alberto. La nostra speranza è di scoprire, mediante ricerca genealogica, discendenti viventi del re per poter usare la genetica per dimostrare la teoria della fuga in Oltrepò. Ancora non abbiamo trovato tale discendente, ma siamo instancabili nella nostra ricerca!

La Storia Genetica dell’Italia

Come forse ricorderete, lo scorso 22 gennaio all’eremo di Sant’Alberto di Butrio è stata organizzata una raccolta DNA, effettuata da ricercatori dell’Università di Pavia. Tale raccolta rientrava nel progetto di ricerca “Storia genetica dell’Italia”, coordinato da Dott.ssa Anna Olivieri del dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani”. L’analisi dei campioni è ora stata completata, e donatori interessati a conoscerne i risultati li potranno ritirare domenica a Sant’Alberto. Inoltre, Ivan Fowler di The Auramala Project sarà presente per rispondere a qualsiasi domanda.

L’analisi riguarda il DNA mitocondriale dei donatori, che viene ereditato esclusivamente per via materna, cioè ciascuno di noi (maschio o femmina) lo eredita identico dalla propria madre ma solo le femmine lo trasmettono alla generazione successiva.

Sulla base delle mutazioni (cioè delle differenze) di questo DNA, ciascuno di noi viene classificato in un gruppo (chiamato aplogruppo) che racconta qualcosa della storia antica della nostra molecola. Infatti esistono aplogruppi specifici delle diverse popolazioni del mondo. Attraverso l’analisi delle molecole di DNA mitocondriale degli italiani di oggi, come lei, il progetto di ricerca “Storia genetica dell’Italia” vuole mappare le molteplici origini antiche del nostro popolo. Nella scheda allegata troverà maggiori informazioni su aplogroppi, DNA mitocondriale e sul suo specifico aplogruppo. Le vostre donazioni sono davvero preziose, e ringraziamo di cuore.

Si ringraziano: Don Agostino e i monaci dell’eremo di Sant’Alberto di Butrio, Piera Selvatico e Albergo Ristorante Selvatico, Caterina e Giovanna Brazzola e l’Azienda Agricola Montelio, Elena Corbellini, Coro Parrocchiale di Retorbido, Azienda Agricola Oranami, Azienda Agricola Lino Verardo, Azienda Agricola Fabio Birilli, Azienda Agricola Valle Nizza di Aldo Agosti, Comuni di Ponte Nizza e Val di Nizza,  Associazione Spino Fiorito, Associazione Varzi Viva, Osservatorio astronomico Ca’ del Monte, Associazione Culturale Il Mondo di TELS

Advertisements

Il cibo del re (parte seconda)

Il guest post di Kathryn Warner settimana scorsa ci aveva rivelato quali fossero i cibi preferiti di Edoardo II e il ruolo fondamentale della buona tavola presso la sua corte. Ecco la mia risposta per quanto riguarda ciò che Edoardo potrebbe aver gustato qui in Italia se, come sostiene la lettera Fieschi, trascorse del tempo nelle colline dell’Oltrepò, tra gli Appennini a sud di Pavia (specialmente nella Valle Staffora vicino a Cecima)

Domenica scorso The Auramala Project con i suoi amici di Cantina Montelio e Ristorante Selvatico abbiamo festeggiato il Giorno di Sant’Antonio, 17 gennaio, a Sant’Alberto di Butrio con un buon piatto di zuppa di castagne e latte, e un bicchiere di ottimo vin brulè. Tradizionalmente durante questa festività, nella Valle Staffora, si consumavano le castagne inzuppate nel latte. I frutti del castagno, caduti l’autunno precedente, venivano tostati a secco per preservarli durante l’inverno, rendendoli duri come sassi (questo processo è descritto nel sesto capitolo del mio romanzo Edward). Le castagne erano poi bollite per un paio d’ore, in modo da ammorbidirle, e infine servite nel latte tiepido. Non si sa a quando risalga tale uso, ma sicuramente entrambi gli ingredienti erano presenti in abbondanza all’epoca di Edoardo II. La castagna infatti era alla base dell’ alimentazione degli abitanti degli Appennini e il latte era prodotto in grande quantità nella Valle Staffora grazie all’antica razza della vacca varzese, una specie locale nota per fornire una deliziosa materia prima. E’ ispirandomi a questa tradizione che ho voluto che Edoardo II nel diciassettesimo capitolo del mio libro mangiasse castagne e latte il giorno di Sant’Antonio. Esattamente come noi di The Auramala Project domenica scorsa!

Kathryn Warner ci ha raccontato quanto Edoardo II amasse mangiare pesce e crostacei. Logicamente, vista la distanza dal mare, non vi era un’abbondanza di pesce d’acqua salata nella Valle Staffora. Tuttavia, i fiumi locali erano ricchi di trota e storione e, dal momento che non esistevano frigoriferi e conservare i cibi era un grosso problema, una specialità locale era la trota “in carpione”. Infatti il pesce veniva mantenuto più a lungo marinandolo in aceto di vino e erbe per giorni, a volte addirittura settimane. Come già detto nel caso precedente, non è possibile datare questa ricetta, ma gli ingredienti erano sicuramente disponibili nel periodo a cui facciamo riferimento. Lo storione, al contrario, è meglio che lo si consumi fresco. Io vengo da Darwin, in Australia, ovvero la patria del barramundi e di solito mi faccio quattro risate quando qualcuno mi dice “questo sarà il miglior pesce che tu abbia mai mangiato”. Ma dopo una cena all’Osteria del Previ a Pavia ho dovuto ammettere che lo storione locale si scioglie letteralmente in bocca, davvero prelibato! Un altro pesce che Edoardo II avrà sicuramente assaggiato da queste parti, come in molti altri paesi d’Europa, è l’anguilla. Al tempo era particolarmente pregiata perché poteva essere trasportata per lunghe distanze pur preservandone la freschezza, semplicemente collocandola viva in un secchio pieno di erba bagnata. Vi erano moltissime ricette a base di anguilla nella cucina medievale anche se, al giorno d’oggi, molti storcono il naso all’idea. L’ironia della sorte ha voluto che l’unica volta che ho avuto l’occasione di assaggiare l’anguilla mi trovassi proprio a Londra! Sfortunatamente il negozio era chiuso!

Per quanto riguarda la cucina italiana di quel periodo, le nostre fonti più attendibili sono da ricondursi al genere della novella, risalente al XIV secolo. Le novelle consistono in una via di mezzo fra il moderno racconto e la fiaba, anche se le migliori sono arricchite da riferimenti extratestuali ed elementi di critica sociale. Le novelle più conosciute sono quelle contenute nel Decameron di Boccaccio, famose per le loro tematiche moderne molto “sesso droga e rock’n’roll” e ambientate in tutta Italia: da Firenze, a Pavia, a Napoli, alla Sicilia. Grazie a Boccaccio scopriamo, ad esempio, che il parmigiano a quei tempi esisteva e veniva già gustato grattuggiandolo sulla pasta in molte regioni italiane; dalla stessa novella contenente questa informazione apprendiamo anche che i maccheroni e i ravioli erano stati già “inventati” e questi ultimi venivano cucinati in brodo di cappone (gallo castrato).

macellazione-del-maiale
La macellazione del maiale in un manoscritto del basso medioevo. Mentre il maiale viene ucciso, una donna è pronta con scodella e secchio per non sprecare il prezioso sangue dell’animale, da trasformare in sanguinaccio sia dolce che salato, a secondo delle usanze del posto. Ancora oggi simili scene si possono vedere in molte zone dell’Italia rurale.

Nonostante la loro fama, le novelle di Boccaccio non sono l’unica fonte relativa alla vita quotidiana nel XIV secolo in Italia; elementi essenziali si possono reperire infatti nelle Trecento Novelle di Franco Sacchetti. Questi racconti sono meno sofisticati di quelli del Boccaccio dal punto di vista letterario e spesso trattano di cibo e vino ed è qui che, ad esempio, ho trovato una descrizione di un budino nero dolce a base di sangue di maiale, preparato nel periodo della macellazione (in Edward Capitolo 13).

Anche nelle Trecento Novelle possiamo trovare un lungo elenco di cibi che erano reperibili al tempo: prosciutto affumicato (prosciutto crudo), salame, coppa, pancetta. La letteratura del tempo, infatti, non lascia alcun dubbio: i derivati del maiale erano, come oggi, tra i cibi preferiti in Italia e il rituale della macellazione del maiale era un momento fondamentale dell’anno.

Ne troviamo conferma anche nella pittura dell’epoca, come nel caso del castello di Lomello dove è possibile ammirare un affresco del XIV sec, raffigurante le “Quattro Stagioni”, in cui l’inverno è rappresentato dal rito della macellazione del maiale.

Se desiderate approfondire l’argomento potrete farlo in modo molto piacevole leggendo le novelle di Boccaccio e Sacchetti, ma anche la poesia di Dante e del suo rivale Cecco Angiolieri. Sono stati condotti inoltre molti studi sull’argomento, di cui potrete leggere ne “La vita quotidiana ai tempi di Dante” di Pierre Antonetti e nel saggio di Valeria Mouchet dal titolo “Cibo nelle novelle medievali” , entrambi disponibili in italiano.

Il cibo del re – Guest Post di Kathryn Warner

E’ da molto che speravo di poter “ospitare” un post di Kathryn Warner qui sul sito dell’Auramala Project. Kathryn è una vera ispirazione e punto di riferimento per chiunque sia incuriosito dalla figura di Edoardo II e da quel periodo storico- non parliamo poi di qualcuno che, come me, ha trascorso gli ultimi anni concentrandosi su questo sovrano per gran parte del suo tempo libero. Cari lettori, avrete ormai capito che ai membri dell’ Auramala Project piace mettere qualcosa di gustoso in tavola quando si apprestano a iniziare una delle loro investigazioni storiche e anche qualcosa di rosso e scintillante nei loro calici. Ecco perché ho chiesto a Kathryn se volesse rivelarci qualcosa in più circa i gusti di Re Edoardo II in fatto di cibo e bevande, magari illustrandoci qualche ricetta.

In un batter d’occhio lei ha scritto questo bel post. Tra un’abbuffata invernale e l’altra ora possiamo immaginare cosa gustasse Edoardo II durante le feste. Grazie Kathryn per questo post pieno di festoso spirito natalizio!

Oggi scopriremo insieme quale dieta seguiva Re Edoardo II di Inghilterra (regnò dal 1307 al 1327) , che cosa usava bere e cosa si conosce delle sue abitudini alimentari e cerimonie a corte.

Il re era un gran goloso di pesce e molluschi. Nel 1326, ringraziò uno dei suoi fornitori di corte per avergli portato granchi e gamberetti e gli disse che nulla era stato così tanto di suo gusto negli ultimi tempi. Nel 1325, quando era vicino ai porti di Dover e Sandwich nel Kent, gli fu portata una grande quantità di pesci: granchi, orate, spigole, merlani, merluzzetti, sogliole, triglie e molti altri.

Sembra che anche le anguille fossero di suo gusto e che venissero spesso acquistate per la casa reale. Edoardo trascorse il Natale del 1322 a York e durante il banchetto, tra le tante portate, mangiò focena, storione, cigno, pavone, airone, piccione, cervo e maiale selvatico.

Secondo un’ordinanza del 1318 della corte di Edoardo II – la seconda più antica d’Inghilterra- il re deve avere tre scudieri che lo servano a tavola: il primo che controlli e assaggi il cibo, il secondo che “affetti in presenza del re” e il terzo che lo serva dal suo calice. La stessa ordinanza enuncia che al re, alla regina e a qualsiasi nobile ospite a corte spettano quattro portate e al personale di servizio tre, tranne ai “ragazzi” (garsons), a cui ne toccano solo due. Al tempo della Grande Carestia del 1315, Edoardo aveva emanato una proclamazione “per limitare il numero di portate sulle tavole dei lord” a causa delle “eccessive e abbondanti porzioni” che erano soliti consumare. Evidentemente un complesso cerimoniale ruotava attorno al pasto del re: i suoi chamber accounts (la contabilità interna della corte) registrano pagamenti tra i 20 e i 100 scellini a vari membri del personale di corte “per ciò che avevano fatto nella sala dei banchetti mentre il re mangiava”. La precisa natura di tali cerimonie, tuttavia, non è resa esplicita.

Tutti i membri della corte avevano diritto (in base all’Ordinanza del 1318 e, presumibilmente, alla tradizione) a un gallone di birra chiara al giorno, essendo questa la bevanda abituale per chiunque, al pari dell’acqua, del succo o della Coca Cola al giorno d’oggi. Un gallone di birra nell’Inghilterra del 1325 costava un penny o, talvolta, un penny e mezzo. Troviamo nei documenti reali anche alcuni richiami al mosto, vino non fermentato. Sicuramente Edoardo II gradiva anche il vino della Guascogna, la regione sud-est della Francia che aveva ereditato dal padre e, in origine, dalla sua bis bis nonna Eleonora d’Aquitania. Oltre alla birra, i servitori di corte potevano avere una “messe de gros”, letteralmente un “grande piatto”, ovvero una porzione di qualsiasi carne fosse stata preparata quel giorno. Servitori del rango equivalente a quello di un valletto o superiore avevano diritto a una portata di carne arrosto, mentre quelli di gerarchia inferiore mangiavano solo carne bollita.

Una “messe de gros” andava condivisa tra due, tre o quattro persone, tranne nel caso di personaggi di estrema importanza come Edoardo II appunto.

tacuinum_sanitatis-fishing_lamprey
Sappiamo che Edoardo II amava mangiare più di ogni altra cosa il pesce, e soprattutto il pesce di fiume. Qui la pesca della lampreda in un manoscritto del XIV secolo, l’epoca di Edward

Tra i servitori di corte troviamo “uno scudiero fruttivendolo per la bocca del re”, un servitore che si occupava delle stoviglie e delle posate per la tavola reale, un coppiere e due panettieri. Degli ultimi due, uno si doveva occupare del forno e l’altro del mulino. C’erano anche cinque servitori in cucina “dei quali uno farà l’usciere e procurerà nella grande dispensa , secondo i comandi dei suoi superiori, ogni cosa: carne e pesce che saranno serviti al re. Pane, vino e birra li prenderà nelle apposite dispense, e le spezie nella spezieria, sempre secondo gli ordini e i comandi dei suoi superiori. E un altro valletto sarà porterà l’acqua e la riscalderà per i nobili: riceverà i recipienti dalla detta cucina tramite contratto scritto con l’ufficiale in carico del retrocucina e li sorveglierà e ne avrà cura sia quando viaggierà che quando sarà a riposo. [cioè quando la corte sarà stanziata in un solo luogo]. E cucinerà “la grande carne” (la grosse chare) e preparerà il primo piatto, sia il pesce che la carne. E un altro valletto sarà colui che farà le zuppe per la camera del re e preparerà la sugna/rognone per la sua tavola. E due altri valletti prepareranno gli arrosti e gli altri piatti per la suddetta camera, secondo gli ordini dei loro superiori. I quali cinque valletti avranno un ragazzo che trasporterà il loro letti e li aiuterà in cucina.”

Nel marzo e nell’aprile del 1315, Edoardo II e il suo consiglio cercarono di modificare il prezzo di numerosi alimenti alla base dell’alimentazione del tempo, per cercare di alleviare la miseria dei sudditi affamati durante la Grande Carestia. (Queste norme fallirono del tutto e vennero revocate dal Parlamento di Lincoln pochi mesi dopo.) Ecco alcuni dei prezzi stabiliti nel 1315: una “grassa pecora” doveva costare non più di 20 pence se non tosata e 14 se tosata; un bue non nutrito a granoturco un massimo di sedici scellini, o ventiquattro scellini se nutrito a granoturco e ingrassato; una mucca grassa e viva, dodici scellini; un grosso pollo, un penny e mezzo; ventiquattro uova, un penny.

Un giorno di giugno nel 1319, la corte della nipote di Edoardo II, Elizabeth de Burgh e suo marito Roger Damory – almeno una dozzina di persone- consumò cibo per il valore di poco più di una sterlina, che includeva: mezza carcassa di manzo salato, un fianco di bacon, mezzo maiale, un po’ di montone, quaranta aringhe, mezzo salmone, due stoccafissi salati, anguille, due anatre, sei galline e 150 uova. Nel novembre e dicembre del 1311, la regina di Edoardo II, Isabella di Francia, spese cinque sterline in 5000 “vari frutti” per sé e la sua corte, incluse 1000 pere e 300 mele. Il maggio seguente, comprò altre 5500 mele, a un costo di cinquantacinque scellini. La corte di Edoardo II, circa 500 persone, necessitava di una una spesa smisurata in cibo e bevande: i registri del suo nono anno di regno, dall’8 luglio 1315 al 7 luglio 1316, mostrano che spese 887 sterline in cibo e 1160 in vino (e anche più di 3000 in regali per l’Anno Nuovo, 627 sterline in vestiti, 334 in intrattenimento per la corte e 4644 sterline in “altre necessità”).

Altre letture

Sull’argomento generale del cibo nell’Inghilterra medievale: Food and Feast in Medieval England di Peter Hammond, The Time Traveller’s Guide to Medieval England di Ian Mortimer, e The Great Household in Late Medieval England di C.M. Woolgar.

Edward: Storia o invenzione?

Difficile a dirsi.

Si tratta di una storia di spionaggio e avventura ambientata nel Medioevo e, nonostante gli anni di ricerca e il rigore che ho cercato di mantenere nel rispettare i dati e gli avvenimenti storici, ammetto con piacere che almeno la metà dell’opera è frutto della mia fantasia.

Anche il più meticoloso degli storici può essere scusato se definisce la propria professione con qualcosa come: “lo studio di ciò che pensa di sapere sul passato”.

Diciamoci la verità: si discute tanto su vicende avvenute pochi anni fa, figuriamoci quando si tratta di secoli orsono… l’intervento di una certa parte della comunità internazionale nella Guerra Civile libica del 2011 fu motivato da un reale intento di soccorso umanitario nei confronti dei cittadini libici o dalla brama di poter dire la propria su come dovessero essere sfruttate le risorse petrolifere del Paese?

Svariate sono le risposte a questo e tantissimi altri quesiti posti negli ultimi anni.

image
La satira non ha risparmiato la versione ‘ufficiale’ dell’intervento internazionale in Libia nel 2011

Eppure, pensateci un attimo: esistono letteralmente centinaia di migliaia di documenti cartacei e digitali che ci possono fornire imformazioni sulla guerra civile del Libano.

Immaginate di dover studiare eventi storici risalenti al 1337 e 1338, gli anni in cui è ambientato Edward. Non esistevano giornali locali nelle città europee che registrassero gli avvenimenti quotidiani, né bloggers all’angolo della strada che potessero condividere il loro punto di vista sulle notizie del giorno.

Gli storici devono basarsi su un numero spaventosamente ridotto di testi, scritti per lo più da monaci ed ecclesiasti. Nella maggior parte dei casi i documenti originari sono andati in parte o del tutto distrutti e sono rimaste solo copie scritte a mano piene di errori.

Con così poche informazioni attendibili su avvenimenti così lontani da noi nel tempo, non stupisce il fatto che io non sia riuscito a trovare due storici che concordino su un qualsiasi evento storico dell’epoca medievale.

Non uno, credetemi! Eccovi un esempio: tra la fine del 1326 e l’inizio nel 1327, Roger Mortimer, un barone inglese, si coalizzò con la Isabella di Francia, sovrana d’Inghilterra, per poter imprigionare suo marito Edoardo II e prendere il controllo del paese. Molti li pensano amanti anche se non ne abbiamo prove certe.

Alcuni storici sostengono che Isabella fosse la mente e Mortimer il braccio. Altri attribuiscono tutta la strategia al Barone, altri ancora sono per uno sforzo congiunto, altri infine prediligono la teoria che il ruolo del leader spettò ad Isabella in alcune fasi del piano e a Mortimer in altre.

Kathryn and Isabella
Nel suo recente ‘Isabella of France: The Rebel Queen‘ (Isabella di Francia, la regina ribelle) storico britannico Kathryn Warner capovolge la tradizionale versione della storia di Roger Mortimer e Isabella di Francia, che ritiene il barone il vero leader, e fa notare centinaia di documenti che sostengono che la regina abbia giocato un ruolo di spicco.

Dunque, considerato un tale caso di incertezza nel mondo accademico, cosa può farci uno scrittore? Io ho solo descritto alcuni eventi nel modo in cui meglio si adattano alla materia e alla trama del mio libro, ben consapevole di attirare le critiche degli storici, indipendentemente da ciò che decido di riportare. E così sia.

Sono assolutamente soddisfatto nel definire Edward una narrazione di fatti storici e, allo stesso tempo, un racconto di storica fantasia!

Punti di sutura per un re eroe

Il prologo di Edward si apre sul ponte di una nave in subbuglio nel bel mezzo di Sluis, nelle Fiandre, nel 1340. L’eroico Edoardo III, uno dei grandi re guerrieri inglesi, è stato ferito in battaglia da un colpo di balestra alla spalla e il suo chirurgo reale Morestede lo sta ricucendo con il filo per suture. Questo scena è una perfetta dimostrazione di come ogni aspetto della vita dell’ autore di un romanzo può contribuire al processo creativo, anche se la vicenda si svolge quasi 700 anni prima.

Una volta stavo dando lezioni di inglese a un chirurgo vascolare mio amico che mi stava illustrando varie procedure di chirurgia vascolare per essere certo di saperle spiegare chiaramente in inglese in vista di una conferenza internazionale di chirurgia vascolare. In questa occasione disse di preferire il tradizionale filo per suture (catgut thread in inglese= filo di budella di gatto) ai moderni fili di materiale sintetico. A questa sua affermazione esclamai esterrefatto : “Budella di gatto!?” “Letteralmente??”

Mi rispose che quello che noi oggi chiamiamo filo di sutura “catgut” non è effettivamente costituito di budella di gatto, ma solitamente deriva da quelle di pecore, capre o mucche. In effetti il mio amico mi disse di preferire proprio quello derivato dall’intestino di mucca nelle operazioni chirurgiche di cui si occupa solitamente.

Ma il corpo non dovrebbe rigettare il tessuto animale che viene inserito?” chiesi, cercando di non sembrare completamente ignorante. “ E’ proprio questo il bello”, mi chiarì pazientemente, “ In realtà questo tipo di punti finisce per dissolversi nei nostri tessuti il che li rende ideali per la chirurgia interna poiché non è necessario rimuoverli in un secondo momento!”. Sapendo poi che sono un grande appassionato di storia aggiunse “Questa tecnica risale al Medioevo, perché non fai un po’ di ricerca?”

image
An illustration from Abu al-Qasim’s Kitab Al-Tasrif

E’ così che sono venuto a conoscenza dell’ opera di Abu al-Qasim, un grande medico arabo che scrisse, intorno all’anno 1000, un compendio di sapere chirurgico intitolato Kitab Al-Tasrif . Il volume fu tradotto in latino nel XII secolo da un certo Gerardo da Cremona che visse e operò nella città di forte influenza araba di Toledo, Spagna. Grazie a lui divenne il manuale di chirurgia più usato del tardo Medioevo. Abu al-Qasim, nel suo testo, raccomandava l’uso delle budella di gatto per le suture, per le stesse ragioni indicatemi da mio amico chirurgo. Quindi ho pensato che probabilmente il medico di Edoardo III potrebbe aver usato proprio questo tipo di filo per suture, essendo il migliore in circolazione, per i punti che gli diede in seguito alle ferite riportate nella Battaglia di Sluis.

Genealogia: unisciti alla ricerca dei discendenti viventi della madre di Edoardo II, Eleonora di Castiglia

Hai lo stesso DNA mitocondriale di Edoardo II? Aiutaci a completare le tavole genealogiche in questa pagina!

Sei un appassionato di genealogia e vuoi scoprire se sei una delle persone che cerchiamo? Per favore dai un’occhiata ai nomi delle tabelle qui sotto. Se una di queste donne è tra i tuoi antenati, ti invitiamo in contatto con noi, potresti essere proprio tu ad aiutarci a risolvere il mistero del Re Edoardo II di Inghilterra (clicca qui per scoprire come!).

A partire da importanti ricerche condotte dalla storica Kathryn Warner e da Kevin McKenzie, il nostro collaboratore Terry Muff, con l’aiuto di sua nipote Bethany, è riuscito a portare a termine l’arduo compito di completare le seguenti tavole genealogiche. Terry è un detective della polizia in pensione e, come forse potete immaginare, ha delle formidabili capacità investigative!

Le tavole genealogiche sottostanti seguono esclusivamente la linea di trasmissione del DNA mitocondriale: dalla madre di Edoardo II, Eleonora di Castiglia, fino a noi, attraverso le sue discendenti secondo la linea diretta di madre in figlia. Si inizia con quelle di due diversi rami della famiglia, quello di Lucy Eyre e quello di Thomasine Kirkham.

Discendenti di Lucy Eyre

Clicca qui per visualizzare la linea diretta che riconduce Lucy Eyre a Eleonora di Castiglia, madre di Edoardo II, ottenuta dalle ricerche di Kathryn Warner.

(1) Lucy Eyre (d. before 1556) = Humphrey Stafford of Eyam

(1.1) Gertrude Stafford b c 1553 Eyam, Derbyshire, = Rowland Eyre of Hassop

– – (1.1.1) Jane Eyre, m Christopher Pegge

– – – (1.1.1.1) Prudence Pegge b 15/10/1598 at Kniveton, Derbyshire, = John Hollingworth of Hollingworth 1615

– – – (1.1.1.2) Anne Pegge b 11/2/1602 = Johannes Whitewall of Yeldersley

– – (1.1.2) Frances Eyre b1558 Hassop, Derby

(1.2) Alice Stafford = Anthony Savage

– – (1.2.1) Alice Savage married Francis Thornton 13/4/1674

– – – (1.2.1.1) Margaret Thornton – emigrated to Virginia in 1669 with the Strothers (see 1.2.2.)

– – – (1.2.1.2) Elizabeth Thornton = George Towndrow of Eckington, Derby 28/6/1703 but only issue was 2 sons. This line appears to be without any female issue.

– – (1.2.2) Dorothy Savage = William Strother. The Strother’s emigrated to Virginia 1669 and ?taking Margaret Thorton with them.

(1.3) Ann Stafford = Francis Bradshaw of Bradshaw Hall in 1565.

– – (1.3.1) Lucy Bradshaw = Nicholas Cresswell of Ford 1621

– – – (1.3.1.1) Barbara Cresswell only daughter = John Barber in 1648

– – – – (1.3.1.1.1) Ann Barber b 29/9/1650 = Robertus Outrim 24/4/1672, Brampton

– – – – (1.3.1.1.2) Grace Barber b 1/3/1651/2 = Benjamin Twigg 8/1682 Chesterfield

– – – – – (1.3.1.1.2.1.) Elizabeth Twigg b 1695 = John Tatlow, St Wegburghs Derby 26/12/1723

– – – – – (1.3.1.1.2.2.) Hannah Twigg b 9/1/1684 = Anthony Gregory of Culver, at Bakewell 11/2/1710/11

– – – – (1.3.1.1.2) Mary Barber bapt 23/10/1653

(1.4) Catherine Stafford (bapt 1/9/1568) = Rowland Morewood of The Oaks

– – (1.4.1) Anne Morewood, = James Bullock of Greenhill

– – – (1.4.1.1) Elizabeth Bullock (bapt 12/04/1608) = Godfrey Froggat of Mayfield (d. 1664)

– – – – (1.4.1.1.1) Elizabeth Frogatt (1636-1639) m. Thomas Burley of Greenhill

– – – – – (1.4.1.1.1.1.1) Elizabeth Johnstone b c 1686

– – – – – (1.4.1.1.1.1.2) Jane Johnstone b 9/9/1688

– – – – – (1.4.1.1.1.1.3) Dorothy Johnstone b 9/1/1690 d 1690

– – – – – (1.4.1.1.1.1.5) Barbara Johnstone b 3/11/1699 (A Barbara Johnston = Thomas Pender at St Bartholomew the Great, London 19/10/1726.)

– – – – – (1.4.1.1.1.1.6) Margaret Johnstone b 3/9/1701 d 1701

– – – – – (1.4.1.1.1.1.7) Catherine Johnstone b 9/9/1702

– – – – – (1.4.1.1.1.1.8) Sarah Johnston b 17/8/1698 m James Richardson 1725 or 28/3/1731 at York Minster

– – – – – (1.4.1.1.1.1.9) ? Elizabeth Johnstone b at Stoke = a Thomas Acton 14/5/1695/6 (but currently unsubstantiated).

– – – – (1.4.1.1.2) Alice Frogatt (bapt 9/8/1630 Norton, Derby, d. 12/11(1691), = 9/12/1646 to Thomas Bulkeley, Gent of Stanlow, Leek, Staffs

– – – – – (1.4.1.1.2.1) Elizabeth Bulkeley b 1647 Audley, = John Dormer.

– – – – – – (1.4.1.1.2.1.1) Alice Dormer, bapt 3/2/1675/6

– – – – – – (1.4.1.1.2.1.2) Dianah Dormer 25/6/1689 Stoke on Trent

– – – – – – (1.4.1.1.2.1.3) Maria Dormer bapt 10/4/1687 Stoke on Trent (St Peter and Vincula)

– – – – – (1.4.1.1.2.2) Alice Bulkeley(1) b 4/1/1652 d 20/6/1659. (In Dugdales visitation Alice is listed as “living in London”)

– – – – – (1.4.1.1.2.3) Alice Bulkeley(2) b /d 12/1/1664

– – – – – (1.4.1.1.2.4) Mary Bulkeley b 24/3/1657 married (1) ? William Hordern. (William Horden was a Cutler of Warrington)

– – – – – (1.4.1.1.2.5) Catherine Bukeley b 22/7/1659 (Dugdale’s has Catherine as living in London, unmarried)

– – – – – (1.4.1.1.2.6) Anna Bulkeley b 29/10/1667

– – – – – (1.4.1.1.2.7) Jocosa (Joyce) Bulkeley b 1669 married Richard Locker (Gent) of Kingsley, Staffs 2/1/1704/5 by Licence.

– – – – – (1.4.1.1.2.8) Priscilla Bulkeley b 7/8/1674. Died as a Spinster 21/3/1687 at Bond End.

– – – – – (1.4.1.1.2.9) Sarah Bulkeley 29/8/1649 ?marr Anthony Walsh, Leek 1675 (Walsh is incorrect. Sarah married a ‘Grasier’ of London and living in Essex at the time of Dugdale.)

– – – – (1.4.1.1.3) Catherine Frogatt

– – – – (1.4.1.1.4) Barbara Froggatt = Thomas Bright of Greystones and had 4 daughters (only found 3 – TM)

– – – – – (1.4.1.1.4.1) Ann Bright c1665 = Stephen Bright (2 daughters)

– – – – – – (1.4.1.1.4.1.1) Elizabeth Bright c1688 marr Richard Ashmore

– – – – – – – (1.4.1.1.4.1.1.1) Hannah Ashmore b 21/1/1718marr Thomas Bower 3/4/1739 North Wingfield, Derbyshire

– – – – – – – (1.4.1.1.4.1.1.2) Ann Ashmore b28/5/1714 (sister of Hannah) = William Smith 29/3/1738, North Wingfield, Derbyshire

– – – – – – (1.4.1.1.4.1.2) Mary Bright c1671 = Henry Broomhead in 1689

– – – – – (1.4.1.1.4.2) Barbara dau of Barbara Foggatt b and d in infancy

– – – – – (1.4.1.1.4.3) Daughter of Barbara Frogatt and Thomas Bright 3

– – – – – (1.4.1.1.4.4) Daughter of Barbara Frogatt and Thomas Bright 4

– – – – (1.4.1.1.5) Anne Frogatt

– – – – (1.4.1.1.6) Mary Froggatt b 2/9/1648 Norton, Derby. Aunt of a Mary Frogatt who married Thomas Grundy 4/5/1694 at St Annes, Baslow, Derbyshire. [Too old?TM] *It appears that Mary Froggatt may also have married John Goostrey, Geoffrey Bright of Stavely and a Mr Newham

– – – – (1.4.1.1.7) Priscilla Frogatt

– – – – (1.4.1.1.8) Elizabeth Roberts married a Mr Parker

– – – (1.4.2.) Gertrude Morewood = Jeffrey Roberts

– – – (1.4.3.) Alice Morewood, wife of John Bamford of Pule-hill in the parish of Silkston, esq., a justice of the peace and treasurer for the lame soldiers

– – – (1.4.4.) Elizabeth Morewood, wife of Ralph Greaves

– – – (1.4.5.) Faith Morewood, wife of Reginald Eyre of Maltby co. York

– – –

(1.5) Dorothy Stafford (not substantiated)

Discendenti di Thomasine Kirkham

Clicca qui per visualizzare la linea diretta che riconduce Thomasine Kirkham a Eleonora di Castiglia, madre di Edoardo II, ottenuta dalle ricerche di Kevin McKenzie.

Thomasine (or Susan) Kirkham = Thomas Southcott of Bovy Tracey (who had 3 wives) d. 10 August 1600

(TK.1.) Frances Southcott = Otho Peter of Bowhay/Bowheye) in Devon (2 son named in the will of his uncle John, living 1571, d. 1607. Buried at Edminster. M. I. (Monumental inscription))

– – (TK.1.1.) Elizabeth Peter = James Dawbney of Wayford, then to William Keymer of Penmdoiner, Com. Somerset Sh. (County Somerset)

(TK.2.) Cicily Southcott ” William Peter on 24 sept. 1571 at Bovey Tracey

– – (TK.2.1.) Thomasine Peter, Bap. 31 Oct. 1572 at Bovey Tracey

– – (TK.2.2.) Mary Peter Bap. 16 August 1585 at Torbnam = … Keynes of Sussex

(TK.3.) Ursula Southcott = Robert Hill of Shilston at Bovey Tracey in Oct 1575

– – (TK.3.1) Ursula Hill, living 1629???

– – (TK.3.2.) Amy Hill

– – (TK.3.3.) Agneta Hill

– – (TK.3.4.) Thomasine Hill = Robert Nunne de Felsham in Suffolk, living in 17 oct 1637

– – (TK.3.5.) (Ursula?)Maria Hill = Robert Chichester de Raley in Com. Devon Milit Balnei (Knight of the Bath), remarried Sir Ralph Sydenham???

– – (TK.3.6.) Francisca Hill

– – (TK.3.7.) Elizabeth Hill = John of Carew of Haccombe in Com. Devon, Esq, Living 1620, will 21 sept 1623 Pro 26 June 1626

– – – (TK.3.7.1.) Ursula Carew, named in her father’s will as 14 years old in 1620 = Ellis Restorin at East Allington 22 January 1632-3, Exeter

– – (TK.3.8.) Cecilia Hill = Thomas Ashford of County Devon, 3 February 1620-1, Exeter, named in her father’s will as living in 1629

– – – (TK.3.8.1.) Elizabeth Ayshford = ??? count named in the will of her brother Nicholas, living in 1701

– – – (TK.3.8.2.) Bridget Ayshford of Burlescombe, named in the will of her brother Nicholas, ‘aged and weak’, will of 15 november 1709.

– – – (TK.3.8.3.) Mary Ayshford, baptised 20 May 1620 at St Thomas near Exeter = ??? Manson, named in the will of her brother Nicholas

– – (TK.3.9.) Brigetta (Bridget) Hill = Richard Duxwell of London, Pewtener

(TK.4.) Susanna Southcott (Bap. 10 Jan 1551/2) = Thomas Holford at Bovey Tracey on 3 Dec 1571

– – (TK.4.1.) Mary Holford = Josephe Wyke, April 19, 1611, Exeter

– – (TK.4.2.) Amy Holford = Robert Coker in Devonshire

– – – (TK.4.2.1.) Mary Coker, baptized 1603/4 died April 1636 = Charles Bruen (or Brune) (n.b. Stirnet shows only sons for them)

– – – (TK.4.2.2.) Anne Coker = Thomas Ferrard of Trent (Thomas Gerrard of Trent)

– – – – (TK.4.2.2.1.) Anne Gerard = Sir Francis Windham of Trent (c. 1654-1716) 1st baronet (created 18 november 1673) Entertained Charles II after the battle of Worcester, M. P. for Minehead, Somerset

– – – (TK.4.2.3.) Elizabeth Coker = John Jeffery of Catherston, b.c. 1618 d. 31 september 1643

– – – (TK.4.2.3.) Elizabeth Coker = John Jeffery of Catherston, b.c. 1618 d. 31 september 1643

– – – (TK.4.2.4.) Bridget Coker

– – (TK.4.3.) Susan Holford, unmarried in 1620, married Amias Calmady (incorrectly given as his father Edward) of Wembury June 8, 1621

– – – (TK.4.3.1.) Maria Calmady B. 1623, buried 1627.

– – (TK.4.4.) Barbara Holford

– – (TK.4.5.) Thomasin Holford = Richard Batson, died 1619

(TK.6.) Mary Southcott = William Stroud (Strode) Married 15 July 1581 at Bovey Tracey (Sir William Strode of Newnham, Knt. Adm. to the inner temple 1580 aged 19 years and 5 months 1581, bur. 28 June 1637 at Plympton St. Mary. Will 25 Sept 1636, Pro. 21 Feb 1637-8, Pcc (Lee 18)

– – (TK.6.1.) Mary Strode, died before her husband in Ashton Church, living with issue in 1644 = Sir George Chudleigh at Bovey Tracey

– – – (TK.6.1.1.) Elizabeth Chudleigh = Arthur Ayshford

– – – – (TK.6.1.1.1.) Elizabeth Ayshford = Sir William Hazelwood of Maidwell, Northampton, knighted atWhitehall 9 Oct 1669

– – – – – (TK.6.1.1.1.1.) Elizabeth Hazelwood, died 15 Jan 1732/3, married (as 3rd wife) = Christopher Hatton of Krikby, Northants, 2nd baron Hatton (m. August 1685) (created 29 July 1643. Created 1st Viscount Hatton 17 January 1683, died september 1706)

– – – – – – (TK.6.1.1.1.1.1.) Hon Elizabeth Hatton = ???

– – – – – – (TK.6.1.1.1.1.2.) Hon Penelope Hatton [identity of another child unclear]

– – – (TK.6.1.2.) Maria Chudleigh =Hugh de Clifford of Chudleigh 13 January 1627-8, = 2nd Gregory Cole of Petersham, Slade and Buckishe in 1645 and Maria appears to have died in childbed in 1652 at the birth of the only son Robert. However they did have 3 daughters before.

– – – – (TK.6.1.2.1.) Mary Clifford bapt. 9 January 1628-9 at Chudleigh = Baldwin Acland b.1607 St Olave, Exeter, on 26/10/1652 at Ashton, Devon

– – – – (TK.6.1.2.2.) Jane Cole

– – – – (TK.6.1.2.3.) Mary Cole

– – – – (TK.6.1.2.4.) Elizabeth Cole

– – – (TK.6.1.3.) Dorothy Chudleigh

– – – (TK.6.1.3.) Dorothy Chudleigh

– – (TK.6.2.) Joan Strode = Sir Francis Drake, 1st Baronet, at Buckland Monachorum. [PLEASE NOTE THAT I HAVE PUT THE DAUGHTERS OF JAON STRODE AND SIR FRANCIS DRAKE INTO THE ORDER I PRESUME THEY WERE BORN IN, GIVEN THE INFORMATION AVAILABLE

– – – (TK.6.2.1.) Elizabeth Drake, married 14 February 1638-9 at Bere Ferrers = John Trefusis Junior, of Trefusis, Cornwall

– – – – (TK.6.2.1.1.) Jane Trefusis (alive 1690) = George Ley

– – – – (TK.6.2.1.2.) Sarah Trefusis (alive 1699) =Sidney Blight

– – – – (TK.6.2.1.3.) Dorothy Trefusis (baptized 7 october 1646, died 12 April 1699)

– – – – (TK.6.2.1.4.) Bridget Trefusis (alive 1699)

– – – (TK.6.2.2.) Mary Drake (ancestress of Kevin’s) aged 4 in 1620, baptized 26 Sept 1616, married 28 april 1636 at Buckland Monachorum (Devon) = Elizeus (or Ellis/Elisha) Crymes of Crapstone Barton, Buckland Monachorum, Devon, M. P. for Bere Alston, Lieut.-Col of Plymouth Garrison for the Parliament

– – – – (TK.6.2.2.1.) Joan Crymes, bur. 3 september 1643 at Buckland

– – – – (TK.6.2.2.2.) Mary Crymes, baptized October 1645, married 21 April 1669 at Buckland = John Beale

– – – – (TK.6.2.2.3.) Margaret Crymes, baptized 20 december 1651, married 2 february (or 11 of february?) 1668-9 at Buckland = Joseph Drake of Buckland Monachorum, buried 1 may 1682 at Buckland Monachorum [N.b. the Drake Pedigree shows no female issue, only male issue]

– – – (TK.6.2.3.) Sarah Drake, Baptized 23 October 1629, married 21 February 1650 at Buckland Monachorum, died 1667 = Thomas Trevilian of Yarnscomb, Devon, died 1664, M.I. Carhampton, Somerset.

– – – (TK.6.2.4.) Joan Drake, baptized 22 February 1631, married 4 February 1650 at Buckland Monachorum = Sir Hugh Wyndham of Watchet, Somerset (?Hugh Wyndham of Dunraven Castle?) [They apparently had one son and three daughters]

– – – – (TK.6.2.4.1.) Christobella Wyndham baptised 24/10/1650

– – – – (TK.6.2.4.2.) Mary Wyndham baptised 16/9/1651

– – – – (TK.6.2.4.3.) Arabella Wyndham baptised 27/7/1664 = Amias Bamfield

– – – – – (TK.6.2.4.3.1.) Mary Bamfield

– – – – – (TK.6.2.4.3.2.) Gertrude Bamfield

– – – – (TK.6.2.4.4.) Joanne Wyndham baptised 27/7/1664

– – – – (TK.6.2.4.5.) Elizabeth Wyndham baptised 29/8/1656

– – – – (TK.6.2.4.6.) Sarah Wyndham baptised 5/9/1656

– – – – (TK.6.2.4.7.) Frances Wyndham baptised 9/10/1658

– – (TK.6.3.) Ursula Strode = Sir John Chichester of Hall, Kent – Chichester of Hall pedigree shows only male issue

– – (TK.6.4.) Frances Strode = Sir Samuel Somaster of Painsford, Devon, son and heir of Henry Somaster, at All Hallows Goldsmith Street, Exeter

– – – (TK.6.4.1.) Mary Somaster, married 20 August 1633 at Ashprington = Dr Joseph Martin, LLD, Chancellor of Exeter and Judge of the Court of the Admiralty in Devon

– – – (TK.6.4.2.) Frances Somaster, Buried 18 Jan 1616-17 at Ashprington

– – – (TK.6.4.3.) Sarah Somaster, baptized 10 March 1617-18 at Ashprington, aged 2 in 1620

– – – (TK.6.4.4.) Elizabeth Somaster, baptized 16, buried 24 february 1619-20 at Ashprington

– – – (TK.6.4.5.) Grace Somaster baptized 8 August 1621 at Ashprington

– – (TK.6.5.) Julian Strode = Sir John Davey

– – – (TK.6.5.1.) Mary Davey, baptized 25 March 1611-12, married 1 January 1634-5 at Sandford to John Willoughbie

– – – (TK.6.5.2.) Elizabeth Davey, baptized 24 September 1618, married 9 April 1642 at Sandford = Arthur Copleston of Bowden

– – – – (TK.6.5.2.1.) Mary Coplestone (baptized c. 1648)

– – – – (TK.6.5.2.2.) Julian Coplestone, died 1681

– – – (TK.6.5.3.) Julyan Davey Baptized 1 January 1622-3, married 5 July 1648 at Sandford = Thomas Beare

– – – – (TK.6.5.3.1.) Juliana Beare/Bere b 1654. Juliana = George Musgrove 1670

– – – – – (TK.6.5.3.1.1.). Juliana Musgrave = James Keigwin b1672 d1710

– – – – – – (TK. 6.5.3.1.1.1.) Juliana Keigwin b1696-d1741 = Thomas Clutterbuck Male issue only

– – – – – (TK.6.5.3.1.2.) Margaret Musgrove b1699 = Christopher Davies Only male issue

– – – – – (TK.6.5.3.1.3.) Sarah Musgrove b1700 d 1734 ? died unmarried

– – – – – (TK.6.5.3.1.4.) Mary Musgrove b 1701 = William John

– – – – – (TK.6.5.3.1.5.) Rachel Musgrove b1704 = Thomas Roberts

– – – – – (TK.6.5.3.1.7.) Dorothy Musgrove b1702 = John Borlase

– – – – (TK. 6.5.3.2.) Mary Beare/Bere b 01/02/1661

– – – (TK.6.5.4.) Margaret Davey Baptized 20 May 1627, married 25 February 1649-50 at Sandford = Richard Beavis

– – (TK.6.6.) Margaret Strode = Sir John Yonge of Stetacombe, living with issue in 1644

– – – (TK.6.6.1.) Jane Yonge = Sir John Drake of Ashe

– – – – (TK.6.6.1.1.) Elizabeth Drake, baptized 5 January, 1648-9, married Sir John Briscoe of Boughton, Northants, died at Boughton 9, buried 17, november 1694 at Musbury, aged 46, (without issue?)

– – – (TK.6.6.2.) Mary Yonge, baptized 4 March, 1625-6, buried 8 may 1641 at Colyton

– – – (TK.6.6.3.) Elizabeth Yonge, married 1656 at Colytan = Thomas Hudges of Shipton Moigne, Gloucestershire, living in 1663)

– – – (TK.6.6.4.) Sarah Yonge, buried 11 June 1641 at Colyton

– – (TK.6.7.) Elizabeth Strode = Edmond Specott of Anderdon (Specott pedigree shows only male issue)

Quella volta in cui hanno drogato la guardia!

Il Barone Roger Mortimer era l’esatto contrario di Edoardo II. Mentre il re amava la compagnia della gente comune, e preferiva i passatempi da contadino alle battaglie, Mortimer era un capitano di guerra formidabile, e un nobile degno del suo rango. Passò l’intera vita a combattere, soprattutto nel Galles, e in Irlanda, dove aveva molti possedimenti, e persino contro il suo stesso re. Nel 1322 prese parte ad una rivolta contro Edward, scoppiata perché un cortigiano, Hugh Despenser, stava monopolizzando gli affetti del re, a discapito degli altri nobili. Mortimer fu catturato, e imprigionato nella Torre di Londra, quella carcere terribile dalla quale solo un altro uomo in tutta la storia era fuggito prima di lui. Ebbene, Mortimer riuscì a liberarsi drogando la guardia e scivolando giù per una scala di corda. Quattro anni dopo, assieme alla regina Isabella, avrebbe invaso l’Inghilterra e deposto Edward, imprigionandolo nel castello di Berkeley, dove, secondo le cronache, Edward avrebbe trovato la morte nel 1327.

Riscrivendo una pagina di storia – I volti di The Auramala Project

targasantalberto6
Quattro generazioni di The Auramala Project a Sant’Alberto di Butrio nella Valle del Re (Valle Staffora, Oltrepò Pavese). Se fossero state presenti tutte le persone che hanno contribuito al progetto, il gruppo che vedete in foto sarebbe quattro volte più grande!

Nei prossimi giorni pubblicherò dei post elencando i molti che hanno collaborato al Progetto Auramala con le loro conoscenze, competenze e, in primis, il loro tempo. Riconoscere il loro contributo e ringraziarli di conseguenza è per noi di fondamentale importanza in quanto la caratteristica più importante di questo progetto è che si basa sul lavoro di una squadra che fa capo all’associazione culturale “Il Mondo di Tels” con sede a Pavia. Fanno parte di questo team persone che provengono non solo da diverse città ma anche da diversi paesi e, addirittura, continenti.

Comincerò oggi con persone che hanno contribuito all’aspetto storico della ricerca:

Le due grandi menti che hanno decifrato migliaia,letteralmente, di pagine di materiale archivistico in calligrafia medievale, principalmente in Latino, traendone essenziali conclusioni sono state:

Elena Corbellini

Stefano Castagneto

La nostra instancabile e insostituibile guida per tutto ciò che riguarda la famiglia Fieschi:

Mario Traxino

Un notevole contributo in questi primi giorni di ricerca, che ci ha indirizzato nella ricerca di fonti è stato quello di:

Luciano Maffi

Da allora, i noti storici inglesi:

Ian Mortimer

Kathryn Warner

ci hanno sostenuto con commenti, idee e critiche. Ian è sempre estremamente disponibile a darci una mano e risponde zelante alle richieste e teorie che gli sottoponiamo. Kathryn gioca il suo indispensabile ruolo permettendoci di confrontare anche la più piccola informazione che riusciamo a reperire con la sua vasta, enciclopedica conoscenza di Re Edoardo II di Inghilterra e Francia

Alla ricerca storica hanno contribuito anche:

In Italia

MariaRosa Gatti

Elena Giacomotti

Alice Galbiati

Don Vincenzo di Sant’Alberto di Butrio

Fratello Ivano e gli altri frati di Sant’Alberto di Butrio, Ordine di Don Orione

Simonetta Castronovo dei Musei di Palazzo Madama, Torino

Annamaria Soligno

Claudia Zanocchi Soligno

Andrea Giacomotti

nonna Gina Calissano

Anna Corbi

Obizzo e Currado Malaspina di Bobbio

Monica Masanta

Luigi Panigazzi

Associazione Spino Fiorito

Giovanna Brazzola

Piera Spalla

In Inghilterra

Sue e Christopher Gordon

Christopher e Lisa Springham

Steve e Sonia O’Hehir

Enrica e Timothy Biasi

Kevin McKenzie

In Australia

Patrick Ball dell’ Università della Tasmania

La lista qui sopra non include i numerosi membri del personale di archivi, musei e altre istituzioni che ci hanno assistito nella ricerca, in quanto parte del loro lavoro. La lista continuerà ad allungarsi e presto ne pubblicherò una simile per altre aree della ricerca e una pagina fissa per aggiornare questa importante parte del progetto continuamente.

Quella volta in cui Edward fece perdere traccia di sé… ma non per sempre

Non scherziamo di fatto parlando di wikileaks e un re medievale… La lettera Fieschi potrebbe benissimo essere precisamente quello, una fuga di notizie del medioevo ad opera di un’ammanuense che non volle che il mondo perdesse traccia di una storia davvero incredibile, ovvero la seconda vita di Edoardo II, Re d’Inghilterra. E’ la lettera di Manuele Fieschi, uno dei notai personali di Papa Benedetto XII, indirizzato al figlio di Edoardo II, Edoardo III, per dirgli che suo padre non era morto, bensì scappato dai sicari mandati ad ucciderlo a Berkeley nel 1327 per diventare un eremita in Italia, specificamente nella Valle Staffora, nell’Oltrepò Pavese. Il fatto che questo documento sia sopravvissuto, quando la stra-maggioranza dei documenti dell’epoca sono andati persi, per noi potrebbe indicare davvero un wikileaks medievale, non il solo caso. Quanto al bonarda… non esisteva ancora. Ma siamo sicuri che anche i vini dell’epoca erano altrettanto gustosi!

Quella volta in cui Edward e sua moglie finirono entrambi per strada… nudi!

Edoardo II è passato alla storia come il re che preferiva i cortigiani di sesso maschile a sua moglie, Isabella di Francia. Ci sono però fonti che raccontano una storia molto più intrigante e complessa. Ad esempio, nel giugno del 1313: Edward e Isabella sono in Francia in visita ufficiale. Il padiglione di seta dove la coppia reale è alloggiata, prende fuoco una notte. I cronisti raccontano che Edward prese in braccio sua moglie e la portò al sicuro. Ne uscirono ustionati, soprattutto la regina. E ciò non sorprende… dato che erano nudi entrambi. Poiché all’epoca normalmente non si dormiva nudi, e re e regina trascorrevano la notte in camere diverse, con la servitù presente nella stessa stanza… bene, se l’incendio fosse scoppiato quando loro dormivano vestiti e separati, sicuramente sarebbe stata la servitù a portare in salvo la regina… vestita. Quindi, mentre è sicuro che Edward abbia amato alla follia certi uomini nella sua vita, è altrettanto chiaro che ha amato con passione anche sua moglie, Isabella.