Lettera di Edoardo II ai Lombardi del XXI secolo

Sua Maestà Edoardo II d’Inghilterra, ai Lombardi del XXI secolo, salvete!

È passato tanto tempo da quando vi rivolsi parole l’ultima volta, ancora in vita, ospite vostro tra viti, boschi, monti e pascoli in Oltrepò Pavese. Quasi settecento anni di guerra, pace, carestia ed abbondanza. Finora, tuttavia, nessuna crisi nella Fortuna capricciosa mi ha mosso a scrivere a voi, poiché vi ho sempre visti lesti, intelligenti, con lo sguardo sempre fisso sul futuro all’orizzonte; la Lombardia ha fatto grandi progressi di secolo in secolo. Che cosa mai, al giorno di oggi, può turbarmi tanto da obbligarmi a comporre questa epistola?

La puzza di fumo.

Ne so qualcosa, io. Due volte in vita fui svegliato di notte dalla puzza di fumo, per scampare ad incendi rovinosi che distrussero le mie residenze, una volta presi in braccio la mia regina e la portai fuori dall’edificio infiammato, salvandola, al costo di severe ustioni. Ora, di nuovo sento fumo e di nuovo mi urge azione. Un fumo che non ho mai sentito prima. Conosco bene l’odore dei camini dell’Oltrepò, dolce di faggio, castagno, ciliegio, melo, vite… Ma questo fumo che rischia ora di salire, non è qualcosa che esiste in natura. Mi dicono che a Retorbido, quel grazioso borgo che conoscevo una volta, presto bruceranno ‘pneumatici’. Questi sarebbero oggetti “sintetici”, fatti di una gomma nera, strana, dura e puzzolente, creati in grandi fabbriche dal petrolio, rimanenze di animali e piante marine, che riposarono nella roccia più secoli di quanti la mente umana non possa immaginare.

A differenza della legna bruciata nei camini, la vita all’origine del petrolio non ricrescerà nella primavera. I rami e foglie verdi d’Aprile e Maggio riprendono dall’aria ciò che il fuoco delle stufe aveva rilasciato durante l’inverno. A questi “pneumatici”, invece, i cicli delle stagioni sono estranei. Il loro fumo appesantirà l’aria sempre di più, di anno in anno, e cadrà con la pioggia sui campi. O Lombardi del XXI secolo, non lasciate che il vino dei vostri figli nasca dai campi inquinati da queste ceneri amare! Fate che non mangino catrame domani nelle ciliegie e nelle mele così squisite oggi! Ricordatevi altresì che dai campi, l’acqua dell’Oltrepò entrerà nei ruscelli, nello Staffora e infine nel Po, fonte di irrigazione per i campi dell’intera pianura. Ai miei tempi scandalizzavo i nobili divertendomi a nuotare e remare per i fiumi. O Lombardi del XXI secolo, che questo diletto non sia negato ai vostri figli!

E, forse più di ogni cosa, non siate la prima generazione di Lombardi, da quando io giunsi in Italia, a guardare indietro e non in avanti. I sostenitori di questo “inceneritore” dicono che porterà lavoro e ricchezza. Forse gli converrebbe indossore un paio di quegli “occhiali” che alcuni di voi portano oggi, per vedere meglio. La vostra vera ricchezza, è quella più antica, che fa parte di voi, senza che nemmeno ci pensiate: la vostra ospitalità eccellente, il vostro cuore, e le vostre terre bellissime. Così come un tempo fui accolto da voi, altri pellegrini possono, vogliono venire. Non certo per respirare fumo innaturale, ma per vivere la vostra accoglienza, e le vostre terre incantevoli. Se la vostra ospitalità esiste, come testimonio io, da sempre, e non ha mai avvelenato né acqua né terra né aria, potrà durare per sempre. E creare lavoro per sempre. Ricchezza per sempre. Vi prego, dirigete nuovamente lo sguardo al futuro, all’orizzonte. Fermate quest’obbrobrio che vogliono far nascere a Retorbido. Cammino con voi che manifestate contro, oggi, nello spirito. Avanti!

Vostro amico e servitore, Edoardo.

Manifestazione no inceneritore 24 maggio 2015
Manifestazione no inceneritore 24 maggio 2015
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